Lazio, Gattuso striglia i suoi: “Vietato gestire. Secondo tempo inesistente”

La Lazio supera l’ostacolo Monza con un netto 3-1, conquistando tre punti pesantissimi che proiettano i biancocelesti in vetta alla classifica in coabitazione con l’Inter. Eppure, nonostante un risultato rotondo e una posizione di vertice, Gennaro Gattuso non si accontenta. Intervenuto ai microfoni di DAZN nel post-partita, il tecnico calabrese ha mantenuto altissima la tensione, strigliando apertamente la squadra per un vistoso calo di concentrazione accusato nella ripresa.

L’allenatore ha evidenziato le stesse criticità già emerse in altre occasioni, chiedendo maggiore continuità e cattiveria agonistica per l’intero arco dei novanta minuti:

“Non ci possiamo permettere di giocare così nel secondo tempo. Non dobbiamo gestire nulla, bisogna fare bene le cose. Sulle seconde palle non ci arrivavamo, nei primi 25 minuti del secondo tempo eravamo inesistenti. Complimenti ai ragazzi per il primo tempo, ma il secondo tempo è stato uguale a quello contro il Milan”.

Il primo squillo di Pinamonti e i piedi per terra sulla classifica

La serata dell’Olimpico ha portato in dote anche una notizia fondamentale per l’attacco biancoceleste: la prima rete in campionato di Andrea Pinamonti. Gattuso ha tessuto le lodi dell’attaccante, elogiandone l’atteggiamento: “È intelligente, è un ragazzo che sa in che condizione si trova ma arriverà il suo momento. Lo aspettiamo”.

Riguardo al primato in classifica, invece, il tecnico predica calma e pragmatismo, consapevole delle insidie dell’ambiente romano: “Vetta? Dobbiamo vivere la giornata, sapete meglio di me in che tipo di stadio siamo. Non è facile ma abbiamo la strada del lavoro. Vedremo dove arriveremo”.

Il duro sfogo personale: “Passo per uno scappato di casa, ma parlano i dati”

La parte finale dell’intervista ha regalato uno spaccato molto intimo e un duro sfogo di Gattuso nei confronti della critica sportiva italiana. L’allenatore ha rivendicato con orgoglio il proprio percorso professionale, sentendosi spesso vittima di un forte pregiudizio legato alla sua immensa e sanguigna carriera da calciatore:

“Sembra che io abbia sempre fallito dove sono andato. La lettura è diversa: vince solo uno. In questo paese si analizza poco. Io pago quello che ero da calciatore perché tutti pensano che io sia rimasto quello. Si parla di me come fossi uno scappato di casa ma basterebbe guardare i dati. Sono gli episodi che ti condannano: ho perso la Champions League di un punto con Milan e Napoli e con l’Hajduk ho perso il campionato all’ultima giornata”.