Carlo Ancelotti lancia un messaggio chiaro sul momento del calcio italiano: senza il recupero della solidità difensiva, il gap con l’Europa è destinato a restare.
Intervistato da Il Giornale, il tecnico sottolinea come il problema non sia solo tecnico ma anche culturale: “Il calcio italiano ha perso ritmo, soprattutto mentale, e quella partecipazione continua che oggi fa la differenza”.
Guardando alla UEFA Champions League, Ancelotti riconosce lo spettacolo offerto: “Partite con molti gol sono esaltanti per il pubblico”, ma avverte: “Troppi gol significano anche troppi errori, tra portieri e difensori”.
Nel mirino anche alcune tendenze moderne: “La pressione alta e l’uomo contro uomo comportano rischi continui. Anche la costruzione dal basso deve essere perfetta, altrimenti paghi subito ogni distrazione”.
Il punto centrale resta però l’identità smarrita: “Il controllo eccessivo dell’aspetto tattico ha snaturato le nostre caratteristiche. Abbiamo perso la solidità difensiva su cui abbiamo costruito la nostra storia”.
Da qui l’avvertimento finale: “O recuperiamo la mentalità difensiva o continueremo a soffrire. Il calcio è segnare un gol più degli altri, ma anche prenderne uno in meno”.
Un passaggio anche sul calcio italiano attuale: “Squadre come l’Atalanta giocano un calcio aggressivo e rischioso”, mentre sul Como osserva: “Non mi sembra ci siano calciatori italiani”.





