La tensione agonistica sale alle stelle in vista dell’attesissimo ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Atletico Madrid e Barcellona. A tenere banco, a poche ore dal fischio d’inizio, non è solo la tattica, ma anche il pesante strascico di polemiche scaturito dalla gara di andata. Il club blaugrana, sconfitto per 0-2 nel primo round, si era infatti scagliato duramente contro la direzione dell’arbitro Kovacs, presentando un ricorso formale ai vertici del calcio europeo.
L’accusa del Barça e il nodo del rigore
Il dito della dirigenza catalana era puntato principalmente contro un episodio chiave del match di andata: il mancato fischio per un presunto fallo di mano all’interno dell’area di rigore commesso dal biancorosso Pubill. Una decisione giudicata penalizzante e inaccettabile, che aveva spinto il club a mettere nero su bianco il proprio disappunto istituzionale:
“Il Club ritiene che l’arbitraggio non abbia aderito alla legge vigente, influenzando direttamente il modo in cui il gioco è progredito e il risultato”.
Il verdetto di Nyon e l’attesa per il ritorno
La presa di posizione della Federazione continentale, tuttavia, non ha lasciato spazio ad alcuna interpretazione. Dopo aver esaminato attentamente la documentazione fornita, l’organo competente di Nyon ha chiuso il caso bocciando l’istanza dei catalani:
“A seguito della partita di andata dei quarti di finale di UEFA Champions League tra FC Barcelona e Atlético de Madrid, disputata mercoledì 8 aprile 2026, l’FC Barcelona ha presentato un reclamo relativo a una decisione arbitrale. Il 13 aprile 2026, l’Organo di Controllo Etico e Disciplinare della UEFA ha dichiarato il reclamo inammissibile”.
Una doccia fredda per la società blaugrana, che chiude definitivamente il fronte legale dell’episodio confermando la legittimità dell’operato di Kovacs. Questo verdetto, se da un lato mette a tacere le speranze di revisione a tavolino, dall’altro minaccia di gettare ulteriore benzina sul fuoco in vista della decisiva e caldissima sfida di ritorno di questa sera.
(Foto: uefa.com)





