Comolli suona la carica: “Juve costruita per vincere. Niente rivoluzioni sul mercato”

Damien Comolli Amministratore Delegato della Juventus

La Juventus non vuole più nascondersi e punta dritto al vertice del calcio italiano. A dettare la linea programmatica in vista del prossimo futuro è intervenuto direttamente l’amministratore delegato bianconero, Damien Comolli. Nel corso di una lunga intervista concessa alle pagine de La Stampa, il dirigente francese ha tracciato un bilancio del percorso intrapreso finora, svelando con grande determinazione le ambizioni del club sia sul fronte dei risultati sportivi che su quello delle strategie di rafforzamento della rosa.

L’ossessione Scudetto e la struttura societaria

Il messaggio lanciato ai tifosi e alle dirette concorrenti è inequivocabile: la dirigenza della Continassa sta lavorando incessantemente per riportare il tricolore a Torino. Un traguardo che rappresenta la naturale vocazione storica della “Vecchia Signora” e che ha guidato ogni singola scelta a livello manageriale e tecnico:

“Vogliamo metterci nelle condizioni di riuscire a vincere il campionato, speriamo già dal prossimo anno. Siamo la Juventus, abbiamo l’ambizione di vincere. Altrimenti non avremmo rinnovato certi contratti, non avremmo tenuto certi giocatori e non avremmo costruito una struttura come quella composta da Chiellini, Ottolini e Modesto. Non avremmo fatto tutto questo se non fossimo stati focalizzati sul vincere”.

Il piano per il mercato estivo: innesti chirurgici

Per colmare definitivamente il gap con la vetta della classifica, la Juventus interverrà sul calciomercato, ma senza stravolgimenti. Analizzando il rendimento attuale, Comolli ha evidenziato come la base tecnica sia già di altissimo livello, necessitando solo di correttivi mirati in reparti specifici:

“Il mercato servirà. Da quando c’è Spalletti abbiamo ottenuto 48 punti in 24 partite. Va bene per il secondo o terzo posto, ma non basta per il primo. Quindi dobbiamo lavorare per rendere la squadra più forte in alcune zone. Non dirò quali, ma le abbiamo identificate”.

L’obiettivo estivo, dunque, non è rifondare, ma perfezionare. La società andrà alla ricerca di profili dotati di carisma e mentalità, elementi capaci di trasmettere leadership e far compiere il definitivo salto di qualità anche ai compagni più acerbi:

“Non ci sarà una rivoluzione, non avremmo una media di due punti a partita senza buoni giocatori. La nostra è una base molto solida, servono pochi giocatori che migliorino chi c’è già. Avete fatto il nome di Bernardo Silva, io prendo solo ad esempio: pure lui prima di andare al City aveva vinto poco. Ecco, noi non cerchiamo necessariamente giocatori che abbiano già vinto, ma che abbiano la personalità per farlo e che aiutino i più giovani a diventare vincenti. Questo è fondamentale”.

La sintonia totale con Luciano Spalletti

A guidare questo ambizioso progetto tecnico ci sarà ancora Luciano Spalletti. L’amministratore delegato ha voluto esaltare il rapporto umano e professionale costruito con l’allenatore, sottolineando una visione del calcio perfettamente sovrapponibile. Il prolungamento contrattuale del mister toscano rappresenta la vera pietra angolare della nuova Juventus, avallata dai massimi vertici societari:

“Siamo molto simili. Credo che entrambi amiamo il calcio e lo vediamo nello stesso modo, molto offensivo. Io penso come lui quando dice che non esistono più moduli fissi: è tutto molto fluido. Entrambi vogliamo vincere. Luciano è rimasto perché crede di poter vincere con la Juventus. Io lo vedo che resta perché crede che possa far vincere la Juventus. Siamo completamente in sintonia, vediamo le cose allo stesso modo. Il suo rinnovo è cruciale, tutti a cominciare da John Elkann lo abbiamo voluto”.

(Foto: juventus.com)