La finale di ritorno dei playoff di Serie B, andata in scena all’U-Power Stadium consegna alla storia un verdetto che farà discutere a lungo l’opinione pubblica calcistica. Il Monza è ufficialmente promosso in Serie A, ma, a parità di gol complessivi nell’arco dei 180 minuti, nessun brivido oltre il novantesimo e nessuna lotteria dei rigori: i padroni di casa volano in paradiso grazie al miglior piazzamento ottenuto nella regular season. Un epilogo che ha scatenato inevitabilmente un dispiacere enorme nel popolo catanzarese, aprendo una voragine di polemiche sulla formula delle fasi finali del campionato cadetto, giudicata da molti poco meritocratica.
Il peso dei diciassette punti e i fantasmi storici del passato
Il motivo per cui i tifosi del Catanzaro si sono visti negare il prolungamento della sfida risiede interamente nel regolamento, volto a premiare la continuità dimostrata nell’arco delle 38 giornate di campionato. La norma parla chiaro: in caso di parità di punteggio e di differenza reti al termine dei centottanta minuti della finale playoff, viene considerata promossa la squadra meglio posizionata nella classifica della stagione regolare di Serie B. Il Monza ha concluso la sua cavalcata al terzo posto con ben 76 punti, mentre il Catanzaro ha chiuso in quinta posizione a quota 59 punti. Matematica alla mano, la squadra di Bianco ha terminato la regular season con un divario di ben diciassette punti rispetto alla compagine calabrese.
(Foto: uscatanzaro1929.com)





