L’Italia del tennis non si ferma più. Dopo aver conquistato visibilità e risultati sul cemento e sulla terra battuta, il movimento guidato dalla Federazione Italiana Tennis e Padel compie un passo storico: dal 2028 nascerà un torneo ATP su erba, il primo in assoluto nel nostro Paese.
L’operazione passa dall’acquisizione della licenza dell’ATP 250 di Bruxelles, che verrà trasferito e trasformato in un nuovo evento con sede a Milano. Un cambio non solo geografico, ma anche culturale: si giocherà sull’erba, la superficie più iconica e meno esplorata dal tennis italiano.
Un tassello strategico verso Wimbledon
La collocazione in calendario non è casuale. Il torneo dovrebbe disputarsi subito dopo il Roland Garros, entrando di fatto nella breve ma cruciale stagione sull’erba che conduce a Wimbledon.
Una scelta che permetterà ai giocatori di prepararsi al meglio allo Slam londinese senza dover lasciare l’Italia, rendendo il nuovo appuntamento un punto di riferimento nel circuito.
L’effetto traino del movimento azzurro
Dietro questa svolta c’è anche il boom del tennis italiano degli ultimi anni. I successi e la crescita di giocatori come Jannik Sinner e Lorenzo Musetti hanno acceso i riflettori sul movimento, aumentando interesse, investimenti e ambizioni.
L’introduzione di un torneo su erba rappresenta infatti un’evoluzione naturale: finora l’Italia era rimasta ai margini di questa superficie, con esperienze minori come il torneo di Gaiba che non avevano però la forza del circuito ATP.
Milano al centro del progetto
La scelta di Milano non è ancora accompagnata da dettagli ufficiali sull’impianto, ma la direzione è chiara: portare un evento internazionale in una città già abituata a ospitare grandi manifestazioni sportive.
Il vero nodo sarà l’attrattività del tabellone: difficile immaginare subito i big del circuito nella settimana post-Parigi, ma nel medio periodo il torneo potrebbe ritagliarsi uno spazio importante, soprattutto per chi vuole adattarsi rapidamente all’erba.
Un segnale forte
L’arrivo di un ATP su erba certifica la crescita strutturale del tennis italiano. Non è solo un nuovo torneo, ma un investimento sul futuro, sulla diversificazione e sulla competitività internazionale.
Per un Paese che sta vivendo una delle sue migliori epoche tennistiche, è un altro passo per restare stabilmente tra i protagonisti del circuito mondiale.





