Piove sul bagnato in casa Napoli in un momento già fortemente segnato dall’emergenza infortuni e dalle recenti tensioni di spogliatoio. Il club azzurro rischia di dover fare a meno del proprio capitano Giovanni Di Lorenzo per diverse settimane. Gli esami strumentali a cui si è sottoposto il terzino dopo il problema fisico riscontrato nel match contro la Juventus hanno evidenziato una lesione distrattiva dell’adduttore lungo della coscia sinistra.
La società partenopea non ha specificato la gravità esatta e il grado del danno muscolare nel report medico ufficiale, ma per complicazioni di questa natura le tempistiche di stop possono oscillare indicativamente tra le 2-3 settimane (nei casi più lievi) e le 4-8 settimane (qualora la lesione dovesse rivelarsi di grado più elevato). Uno scenario che ipotizza circa un mese di stop appare al momento credibile, sebbene la prognosi definitiva dipenderà dai prossimi controlli clinici.
Quali partite rischia di saltare Di Lorenzo: il quadro del calendario azzurro
Calendario alla mano, l’assenza del capitano azzurro rappresenta un colpo durissimo per Massimiliano Allegri alla vigilia di un blocco di partite decisivo tra campionato e coppe. Di Lorenzo salterà certamente il big match contro la Lazio dell’8 novembre e la successiva sfida con il Torino (21 novembre) dopo la sosta per le nazionali, oltre al fondamentale incrocio di Champions League contro il Manchester City (24 novembre) e la gara di campionato contro il Sassuolo (29 novembre).
Nel caso in cui la riabilitazione dovesse procedere regolarmente nell’arco delle quattro settimane, il difensore potrebbe puntare al rientro tra i convocati per la gara contro il Lecce (5 dicembre) o per l’impegno europeo contro il Club Brugge (8 dicembre).
Qualora invece lo stop dovesse prolungarsi fino a sei o otto settimane, diventerebbero ad altissimo rischio anche le sfide di dicembre contro Milan (13 dicembre), Fiorentina in Coppa Italia (16 dicembre) ed Atalanta (20 dicembre). Decisive saranno le risposte del calciatore alle terapie e i successivi test di monitoraggio stabiliti dallo staff medico partenopeo.





