Montella vola ai Mondiali 2026: “Yildiz formidabile. E in Italia volevo smettere”

Yildiz

L’Italia calcistica non sarà presente ai Mondiali del 2026, ma una piccola fetta di tricolore sventolerà comunque in Nord America grazie a Vincenzo Montella. Il Commissario Tecnico della Turchia ha staccato il pass per la rassegna iridata superando il durissimo scoglio dei playoff e ora sogna in grande. Ospite negli studi di Sky Calcio Club, l'”Aeroplanino” ha ripercorso le tappe della sua rinascita professionale, elogiando il talento cristallino di Kenan Yildiz e svelando retroscena inediti sui suoi momenti più bui.

La stella Yildiz e la battuta a Spalletti

Il progetto tecnico turco poggia in gran parte sulle spalle e sulle giocate del numero 10 della Juventus. Montella non ha dubbi sulle immense potenzialità del ragazzo e sulla sua etica del lavoro, dimostrata fin dai primi allenamenti in Nazionale:

“Aveva sempre voglia di migliorarsi, equilibrato. Ci sono dei segnali che te lo fanno notare subito. ‘Mister fammi fare qualcos’altro’, non andava mai via dal campo, arrivava prima. E secondo me è destinato a migliorare ancora”.

Consapevole dell’importanza del suo gioiello, il CT si è anche lasciato andare a una battuta scherzosa indirizzata a Luciano Spalletti, a testimonianza del clima disteso:

“Ti voglio dare un suggerimento: da qui alla fine non corriamo rischi con Kenan, per favore”.

Il buio professionale e la scelta di rimettersi in gioco

Il presente in terra turca è radioso, ma il recente passato in patria è stato costellato di ombre, silenzi e porte chiuse in faccia. L’allenatore campano ha confessato di aver vissuto un periodo di profonda solitudine professionale prima di accettare la sfida all’estero:

“Per un anno e mezzo non ho avito nessun colloquio on Italia. Sono andato in Turchia per mettermi in gioco perché qui non c’era stato mai nessun tipo di colloquio”.

La delusione e lo stallo erano stati talmente forti da fargli seriamente accarezzare l’ipotesi di un ritiro definitivo dal mondo del calcio:

“Ho pensato anche di non allenare più, perché non c’erano possibilità, poi è arrivato il covid, stavo bene a casa. Poi è arrivata qualche squadra che non mi piaceva. E poi ho deciso di andare a fare la gavetta e ricominciare di nuovo”.

La Nazionale Azzurra e il ricordo di Roma

Nel corso dell’intervista, Montella ha offerto anche la sua personale disamina sul momento del calcio italiano, reduce dalla clamorosa e dolorosa mancata qualificazione mondiale, invitando l’ambiente a non cedere a un pessimismo cosmico:

“Non è tutto negativo. L’Italia, togliendo qualche squadra tra le più forti, è competitiva. Ora è subentarta un po’ di tensione per la mancata partecipazione al Mondiale. Ma questa squadra meritava di andarci, anche come valori tecnici. Non sarei così disfattista”.

Infine, un pensiero non poteva mancare per la Roma, squadra e città che lo hanno consacrato calcisticamente. Una piazza tanto calorosa quanto complessa, dove l’equilibrio ai vertici diventa essenziale:

“La pressione è notevole, però ti dà un amore che a volte ti fa volare. Se la società è presente, ma non c’è armonia è un problema”.

(Foto: tff.org)