Il futuro del calcio italiano passa inevitabilmente da un profondo rinnovamento strutturale e dalle imminenti sfide per la presidenza della FIGC. A tracciare un’analisi lucida e a tutto tondo sul momento del movimento nazionale è intervenuta Evelina Christillin. L’ex membro aggiuntivo della UEFA nel consiglio FIFA, ospite ai microfoni della trasmissione Radio Anch’io Sport su Radio 1, ha affrontato i nodi cruciali che attendono i vertici federali, indicando la via per una vera e propria rifondazione e commentando anche l’attuale situazione della sua Juventus.
La corsa alla FIGC e l’ipotesi Malagò
Il dibattito sul successore di Gabriele Gravina alla guida della Federcalcio si accende. Christillin non ha nascosto la sua stima per l’attuale presidente del CONI, sottolineando però come la partita elettorale sia complessa e legata a doppio filo ai programmi di riforma che verranno presentati, a cominciare dal format dei campionati:
“Da grande amica di Malagò e avendo lavorato tanto con lui, soprattutto in campo olimpico ma anche in giunta Coni in tempi lontani, penso che Giovanni abbia dimostrato sul campo quello che sa fare. È una partita tutta da giocare, con il sistema elettorale ancora in vigore in Federcalcio e le suddivisioni in percentuali delle varie componenti. Bisognerà vedere anche quali saranno i programmi proposti da entrambi, a partire dalla diminuzione delle squadre del campionato di Serie A. Sono tante le riforme da fare, soprattutto gli investimenti sui giovani, sugli italiani, sui vivai e sugli impianti”.
Il modello tedesco e il dramma finanziario dei club
Per uscire dalla crisi, secondo Christillin, l’Italia dovrebbe guardare oltre i propri confini, prendendo spunto dalla solidità del sistema calcistico teutonico. La dirigente ha puntato il dito contro i costi insostenibili che gravano sui bilanci delle società italiane e sull’incapacità di valorizzare i talenti delle Nazionali giovanili nel salto tra i professionisti:
“L’esempio della Germania è da seguire, anche dal punto di vista dei bilanci: non esiste squadra che abbia problemi di budget, mentre da noi la situazione è abbastanza drammatica. Bisognerebbe aprire un file enorme sulla questione degli stipendi dei giocatori e dei procuratori e sul fatto che pesino per l’80% sul bilancio delle squadre. Nessun imprenditore è in grado di tener in piedi una cosa del genere. Bisogna partire dal basso. In più è evidente che le Nazionali Under funzionino benissimo. Ma poi dove vanno a finire questi ragazzi? Non è che la materia prima non ci sia, si disperde. Anche la parte fiscale è importantissima: dai proventi delle scommesse al decreto Crescita che non c’è più. Ci sono tanti argomenti sul tavolo, vedremo cosa ne uscirà”.
La corsa Champions della Juventus
In chiusura, non poteva mancare un commento sul cammino della Juventus. Analizzando la recente vittoria contro il Bologna e proiettandosi verso il decisivo scontro diretto contro i rossoneri, Christillin predica calma, invitando a non considerare ancora al sicuro la qualificazione in Champions League:
“Domenica prossima Milan-Juve partita importantissima. Ieri il Bologna non ha fatto un tiro in porta, non è stato difficile. Buona partita, si vede la mano di Spalletti. Quarto posto blindato? Ancora no. Ci sono Roma e Como a cinque punti con ancora cinque partite da giocare, vedremo”.
(Foto: coni.it)





