Il sogno di vedere l’Italia volare negli Stati Uniti passando per la porta di servizio non trova alcuna sponda ai vertici dello sport italiano. Intercettato a margine del Premio Città di Roma, organizzato dall’Opes, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha respinto in modo categorico l’ipotesi di un clamoroso ripescaggio per gli Azzurri, ribadendo un concetto cardine dello sport: i grandi traguardi si conquistano unicamente sul rettangolo verde.
La ferita del campo e la linea del CONI
L’esclusione della Nazionale italiana dal grande palcoscenico globale resta una ferita fresca e dolorosa. Lo scorso 31 marzo, l’amarissima sconfitta ai calci di rigore nella finale playoff contro la Bosnia-Erzegovina ha infatti condannato l’Italia a saltare l’appuntamento iridato per la terza edizione consecutiva.
Rispondendo alle domande dei cronisti presenti sull’eventualità di un pass ottenuto a tavolino, riportate dall’agenzia ANSA, il numero uno del Comitato Olimpico ha spento sul nascere qualsiasi illusione, fissando una posizione etica ferrea:
“Prima di tutto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo di andare ai Mondiali.”
Parole chiare che chiudono la strada a qualsiasi speculazione e sottolineano come la partecipazione a una competizione di tale prestigio non possa prescindere dai meriti sportivi.
La provocazione dagli USA e la replica a Zampolli
La presa di posizione del massimo dirigente sportivo italiano rappresenta la risposta diretta a un suggestivo (quanto spinoso) scenario geopolitico internazionale, tracciato nelle scorse ore da Paolo Zampolli. L’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenuto sulle pagine del Financial Times, aveva infatti rivelato di aver proposto al numero uno della FIFA, Gianni Infantino, di estromettere l’Iran dalla rassegna per far subentrare d’ufficio la Nazionale italiana.
A sostegno della sua mossa diplomatica, Zampolli aveva invocato il blasone e il peso storico degli Azzurri:
“Sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione.”
Un appello dal sapore hollywoodiano che, tuttavia, in Italia si è scontrato frontalmente con il pragmatismo istituzionale. Per il CONI non ci sono sconti o scorciatoie dorate: senza vittoria sul campo, non c’è Mondiale che tenga.
(Foto: Screen YouTube Sky Sport)





