Intervenuto all’evento “Il Foglio a San Siro”, il presidente dell’Inter Beppe Marotta ha affrontato diversi temi legati al sistema calcio, dalla governance alle riforme fino alle prospettive del campionato di Serie A, in un confronto che ha coinvolto anche altri dirigenti del panorama calcistico italiano.
La candidatura di Malagò e il consenso dei club
Uno dei passaggi iniziali ha riguardato il percorso che ha portato la Serie A a convergere sulla candidatura di Giovanni Malagò alla guida della FIGC. Marotta ha sottolineato l’ampio sostegno ricevuto:
“C’è stata una convergenza da parte di 19 club su 20, quindi significa che il profilo ha trovato un ampio consenso. Bisogna fare un bel distinguo tra quello che è il valore sociale della Nazionale e quello che rappresenta questo comparto industriale che è il mondo professionistico.
Le riforme sono necessarie per un futuro migliore che deve rispondere a un concetto di sostenibilità. Il fatto che l’Italia sia stata eliminata è il pretesto per fermarsi e riflettere. Malagò è un profilo di esperienza sportiva, per cui lui non sarà che l’interprete di un programma elettorale che sarà condiviso con coloro i quali decideranno di appoggiarlo”.
Il rapporto tra calcio e politica
Nel corso del suo intervento, il presidente nerazzurro ha poi affrontato il tema del rapporto tra sport e istituzioni, sottolineando il ruolo inevitabile della politica nei processi decisionali del sistema calcio.
RAPPORTO CON LA POLITICA – Così come avevano fatto in mattinata anche Luciano Buonfiglio e lo stesso Giovanni Malagò, anche Marotta si è soffermato sul rapporto tra calcio e politica: “La politica è fondamentale, la crisi non è generata da essa. In alcune circostanze va sopra la nostra testa. Io sono dell’avviso che la presenza della politica sia fondamentale, soprattutto in una situazione di emergenza come in questo momento.
La Serie A chiede che ci sia un sistema legislativo o normativo che non sia d’impedimento ma che ci favorisca, anche se questo è un po’ utopistico. Da soli non ce la facciamo, ma magari facendo degli accorgimenti probabilmente si riescono a recuperare degli investimenti”.
Il nodo campionato a 18 squadre
Tra i temi più discussi anche la possibile riduzione della Serie A da 20 a 18 squadre, una proposta che continua a dividere il mondo del calcio italiano. Marotta ha evidenziato le difficoltà legate agli impegni sempre più fitti tra campionato, coppe europee e nazionali.
CAMPIONATO A 18 SQUADRE – Dopodiché, il presidente nerazzurro ha preso parola sul tema riguardante la possibile riduzione del campionato da 20 a 18 squadre: “Chiaramente ci troviamo davanti al fatto che una società deve rispondere anche a impegni diversi, come quelli europei o le nazionali. Il campionato a 20 squadre non è in grado di essere vissuto. C’è la paura della retrocessione per le società medio-piccole, ma queste sono situazioni che dovremmo accomodare nel modo migliore. Siamo anche nell’ambito di una giusta convivenza in un sistema che ha bisogno di Sassuolo, Inter e Milan”.
Obiettivi e prospettive nerazzurre
In chiusura, spazio anche al campo e al futuro dell’Inter, con un riferimento alla stagione in corso e al lavoro tecnico di Cristian Chivu.
OBIETTIVO SCUDETTO – Per concludere, Marotta ha parlato dell’obiettivo Scudetto, ormai vicino al traguardo, e del futuro di Cristian Chivu: “Arrivare in finale di una competizione come la Champions è un grandissimo risultato. Oggi il nostro sogno è rappresentato da un traguardo importante che è vicino, quindi concentriamoci su questo”.
“Chivu ha già il contratto, quindi è automatico che sia riconfermato. Siamo davanti a un allenatore che secondo me risponde appieno al profilo che cercava l’Inter. L’unico neo che poteva avere era quello del non avere esperienza, ma la sta acquisendo di domenica in domenica. Tutto il resto è estremamente positivo, oggi credo che sia uno dei migliori allenatori emergenti in circolazione”.
Tra visione industriale e campo, Marotta ha ribadito una linea chiara: il calcio italiano, per restare competitivo, deve muoversi come sistema unito, tra riforme strutturali e sostenibilità economica.





