Il momento non è dei più semplici per Jasmine Paolini. Dopo aver contribuito pochi giorni fa alla qualificazione dell’Italia alle Finals di Billie Jean King Cup, l’azzurra incappa in una battuta d’arresto pesante al WTA 500 di Stoccarda.
Sulla terra indoor della Porsche Arena, la tennista toscana è stata eliminata al primo turno dalla turca Zeynep Sönmez, numero 79 del ranking mondiale, con un netto 6-2 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Un risultato che racconta di una partita mai realmente in equilibrio, in cui Paolini non è riuscita a trovare ritmo né continuità.
Troppi errori gratuiti, soprattutto nei momenti chiave, e un servizio poco incisivo hanno finito per compromettere sin da subito l’incontro. La sensazione è stata quella di una giocatrice in difficoltà più mentale che tecnica, incapace di reagire alle prime complicazioni.
A rendere ancora più pesante il ko è il discorso legato alla classifica: a Stoccarda, infatti, Paolini difendeva i punti della finale conquistata lo scorso anno. Un bottino importante che ora rischia di pesare in maniera significativa sul suo ranking nelle prossime settimane.
Il 2026 dell’azzurra, numeri alla mano, racconta di un rendimento altalenante: 9 vittorie e 8 sconfitte, un bilancio lontano dalla continuità mostrata nei mesi migliori della sua carriera, culminati con le finali Slam al Roland Garros e a Wimbledon.
Ma il dato più evidente arriva dalle immagini viste in campo. Durante il match, dopo uno degli errori che hanno segnato la sua prestazione, Paolini non è riuscita a trattenere l’emozione, lasciandosi andare a un pianto liberatorio. Un gesto che racconta più di qualsiasi statistica il peso di questo momento.
Ora lo sguardo si sposta sui prossimi appuntamenti, dove la pressione sarà inevitabilmente alta. L’azzurra sarà chiamata a difendere il titolo agli Internazionali d’Italia e a confermare il buon percorso dello scorso anno a Parigi. Proprio la terra rossa di casa potrebbe rappresentare l’occasione giusta per ritrovare certezze e fiducia.
Il talento non è in discussione, ma servirà una reazione immediata. Perché nel tennis, come spesso accade, la differenza tra una fase negativa e una ripartenza può essere questione di pochi match.





