Mourinho a tutto tondo: “Italia, serve la combo Malagò-Max. Chivu da scudetto”

Benfica-Napoli: torna la sfida Mourinho-Conte

José Mourinho non è mai banale. L’attuale tecnico del Benfica ha concesso una lunga e interessante intervista ai microfoni di Sport Mediaset, affrontando i temi più caldi del panorama calcistico internazionale. Dalla profonda delusione per la mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali, passando per la cavalcata trionfale della “sua” Inter guidata da Cristian Chivu, fino ad arrivare allo scandalo arbitrale e alle previsioni per la rassegna iridata nordamericana. Uno Special One a ruota libera, che propone persino la sua personalissima ricetta per il rilancio del movimento azzurro.

La crisi azzurra e la “Combo M&M”

Il tonfo della Nazionale italiana e l’esclusione dal Mondiale rappresentano una ferita aperta non solo per i tifosi azzurri, ma anche per chi, come Mourinho, ha vissuto e amato il calcio del nostro Paese. Il tecnico lusitano ha svelato la sua reazione al momento del verdetto sportivo, respingendo però l’ipotesi di affidare la panchina a un Commissario Tecnico straniero e proponendo un duo d’eccezione per la rinascita:

“Com’è possibile che la nostra Italia non ce l’abbia fatta? La crisi del calcio italiano è triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere Però è reale, è successo. Non penso che serva [un CT straniero, ndr]. L’Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l’esperienza… Non puoi avere Ancelotti, ma puoi avere Allegri o Conte, e ce ne sarebbero sicuramente anche altri. Però ci sono delle cose che si devono ripensare. Vedo per esempio un Paese come il Portogallo con 10 milioni di abitanti: le competizioni per i giovani, le condizioni di lavoro: ci sono differenze incredibili.. Poi si vede la qualità dei giocatori Portoghesi che escono ogni settimana con il ct in difficoltà nel scegliere quali giocatori escludere. L’Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max”.

Allontana, invece, la possibilità di sedersi lui stesso sulla panchina di una Nazionale nel breve periodo, ribadendo il suo amore viscerale per il lavoro quotidiano nei club:

“Non è ancora il momento. Ci penso ma poi penso anche alla mia vita senza calcio di club: senza allenare tutti i giorni, vincere perdere e pareggiare tre volte a settimana. Essere felice, triste, frustrato, voler migliorare… non riesco a immaginare la mia vita senza queste cose. Non è ancora arrivato il momento per una nazionale”.

L’Inter di Chivu e il gruppo WhatsApp del Triplete

Inevitabile un passaggio sull’Inter, vicinissima alla conquista del suo ventunesimo Scudetto sotto la guida tecnica di Cristian Chivu, uno degli eroi del magico Triplete del 2010. Mourinho spende parole al miele per il suo ex difensore, esaltandone il percorso di crescita in panchina, ma frena sui festeggiamenti anticipati:

“Secondo me è stato molto intelligente: non è passato dal campo alla panchina da una settimana all’altra come hanno fatto altri ex giocatori. Cristian ha fatto anni con i giovani, con la Primavera, ha studiato, ha fatto i corsi. Ha fatto una piccola esperienza in una piazza come Parma, dove aveva meno pressione e responsabilità. È arrivato all’Inter in una situazione di instabilità ed è stato bravissimo a vincere lo scudetto al primo anno. Non mi sono ancora congratulato, tutti sappiamo che lo vincerà però lo deve vincere. Non sono superstizioso ma credo molto in queste cose: finché la matematica non lo dirà non sarà fatta. Quando vincerà sarò lì a congratularmi”.

Il legame con quel gruppo leggendario resta indissolubile, come testimonia l’esistenza di una chat di squadra ancora attivissima, gestita da un amministratore d’eccezione:

“Sono terribile con queste cose. Cambio numeri in continuazione, prima in Turchia, poi in Portogallo… Sono arrabbiati con me per questo, ma alla fine troviamo sempre un modo per stare insieme. Materazzi è il responsabile di quel gruppo”.

Lo scandalo arbitri e i favoriti per il Mondiale

Infine, lo Special One ha toccato due argomenti di stringente attualità. Sul delicato caso arbitri che sta scuotendo l’AIA in Italia, Mou ha preferito mantenere una posizione garantista, pur con una velata stoccata:

“Mi sono fatto un’idea ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco, però speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri”.

Guardando all’imminente Mondiale al via l’11 giugno, l’allenatore del Benfica ha stilato la sua personale griglia di partenza, eleggendo le grandi favorite e annunciando il suo particolarissimo piano per seguire la competizione:

“Mi piacerebbe che vincesse il Portogallo, che ha il potenziale per farcela. Carletto è Carletto, anche se la gente non crede che il Brasile ce la possa fare: per me però una cosa è il Brasile con Ancelotti e un’altra è senza. Secondo me può farcela. L’Argentina è campione del mondo in carica e mi sembrano una vera squadra: uniti, compatti, che hanno piacere a giocare per la nazionale. E poi la Francia, che con tutto il talento che ha a disposizione può fare tre squadre competitive. Un giorno dovrà arrivare anche il momento dell’Inghilterra… Penso però di starmene in vacanza fino ai quarti di finale: ci sono troppe squadre che andranno lì solo per perdere. Dai quarti inizia la vera festa”.

(Foto: slbenfica.pt)