Inchiesta Arbitri, il giorno di Schenone: l’Inter e il nodo delle designazioni

Rocchi designatore arbitrale aia

L’inchiesta della Procura di Milano sulle presunte irregolarità nelle designazioni arbitrali vive oggi un passaggio cruciale con l’audizione di Giorgio Schenone, figura di riferimento dell’Inter per i rapporti con il settore arbitrale. Schenone è atteso davanti al pubblico ministero Ascione in veste di testimone, nell’ambito di un’indagine che punta a fare luce su possibili pressioni esercitate dal club nerazzurro per influenzare la scelta dei direttori di gara.

Il fulcro dell’attività investigativa ruota attorno a un incontro avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025. Secondo l’ipotesi accusatoria, in quella sede si sarebbe tenuta una riunione riservata alla quale avrebbero partecipato, oltre a Schenone, anche l’allora designatore Gianluca Rocchi, attualmente indagato e autosospeso dalle sue funzioni. Gli inquirenti cercano di stabilire se in quell’occasione siano stati stabiliti dei criteri di gradimento verso determinati arbitri, arrivando a porre dei veri e propri veti su altri profili ritenuti sgraditi.

Un elemento di particolare interesse per la Procura emerge dalle intercettazioni telefoniche tra Rocchi e il suo vice Gervasoni. In una conversazione specifica, si farebbe riferimento alla volontà dell’Inter di non incontrare più l’arbitro Doveri. Proprio in questo dialogo viene citato un uomo di nome “Giorgio”, che gli inquirenti identificano con Schenone. Il compito della magistratura ordinaria sarà ora quello di verificare se tali dinamiche possano configurare il reato di frode sportiva, mentre il fronte della giustizia sportiva rimane per il momento in attesa degli atti processuali.

La giornata in Procura non si limiterà all’audizione del dirigente interista. Sono previsti infatti altri interrogatori di rilievo, tra cui quello di Dino Tommasi, subentrato a Rocchi nella gestione delle designazioni, e di Antonio Zappi, ex presidente dell’Associazione Italiana Arbitri recentemente decaduto a seguito di una squalifica. L’inchiesta continua dunque a scavare nel sistema dei rapporti tra club e classe arbitrale, cercando di mappare l’estensione di un fenomeno che potrebbe aver condizionato il regolare svolgimento delle competizioni.