Real Madrid, Florentino Pérez a tutto campo: “Mourinho per la panchina? Ho due nomi”

Florentino Perez presidente Real Madrid

Il clima politico ed elettorale in casa Real Madrid si fa incandescente, intrecciandosi inevitabilmente con la programmazione tecnica ed economica della prossima stagione sportiva. Il club spagnolo si trova infatti alla vigilia di una cruciale tornata elettorale che vedrà l’attuale presidente Florentino Pérez opposto all’ambizioso sfidante Enrique Riquelme per la conquista della massima carica societaria. All’indomani della presentazione ufficiale della propria campagna elettorale, il vulcanico numero uno dei Blancos è intervenuto ai microfoni della Television Española per affrontare a viso aperto i temi caldi del momento, spaziando dal toto-panchina alle promesse di mercato, fino a lanciare durissimi attacchi nei confronti della concorrenza interna e dei rivali di sempre.

Il rebus allenatore, il futuro di Vinicius e le promesse galattiche

Il primo nodo da sciogliere per il futuro della compagine madrilena riguarda la scelta della nuova guida tecnica a cui affidare lo spogliatoio. Pérez ha confessato di essere nel pieno delle riflessioni, ammettendo di avere già in mente una ristrettissima rosa di candidati, senza però voler scoprire del tutto le proprie carte: “Ci sto pensando. Se ho un nome? Ne ho due. Mourinho? È un ottimo allenatore, senza dubbio. Non lo dirò perché non gli ho ancora parlato”. Strettamente legato al nome del prossimo mister è anche il destino delle stelle attualmente in rosa, a partire da Vinicius, il cui vincolo contrattuale scadrà tra appena dodici mesi. Il presidente ha espresso massima cautela ma anche grande speranza sul rinnovo dell’asso brasiliano: “Non sei se rinnoverà il contratto. Se mi chiedi la mia opinione, spero che rimanga al Real Madrid perché è uno dei migliori giocatori al mondo”.

La filosofia del patron, d’altronde, non è mai cambiata e punta da sempre a radunare nella capitale spagnola l’élite del calcio globale. Pérez ha voluto rassicurare i tifosi blindando i propri gioielli e promettendo nuovi e altisonanti colpi multimilionari: “Mbappé, Bellingham, Güler, Valverde, Vinicius… Sono i migliori giocatori al mondo. La gente sa che io cercherò sempre di ingaggiare i migliori. Un buon allenatore farà vivere a tutti questi giocatori un’altra fase molto importante al Real Madrid”.

L’affondo sul Caso Negreira e il dossier per la UEFA

L’intervista è stata l’occasione ideale per tornare a ruggire sul Caso Negreira, l’intricata inchiesta arbitrale e giudiziaria che vede pesantemente coinvolto il Barcellona. Il numero uno delle Merengues ha promesso battaglia totale, annunciando una clamorosa mossa istituzionale che andrà in scena a margine della finalissima di Champions League, dove presenzierà su esplicito invito del vertice del calcio europeo: “Ci andrò fino in fondo. Chi pensa che me ne sia dimenticato si sbaglia. Ci andrò fino in fondo. Sarò alla finale di Champions League, perché mi ha invitato il presidente della UEFA, e quando finirà la campagna elettorale gli consegnerò un dossier elaborato nel corso di tre anni affinché si possa vedere il più grande caso di corruzione della storia. Il Real Madrid ha la fortuna di avermi, non abbiate alcun dubbio”.

La guerra aperta a Riquelme e l’accusa alla Liga

La parte più infuocata del suo intervento è stata però riservata al rivale elettorale Enrique Riquelme, liquidato senza mezzi termini come l’espressione di un passato torbido e pericoloso per la sopravvivenza stessa dell’azionariato popolare del club. Pérez ha motivato la scelta di indire nuove elezioni proprio con la necessità di difendere il Real Madrid da manovre destabilizzanti perpetrate dietro le quinte: “Amo moltissimo il Real Madrid e, vedendoli attaccare, eccomi qui. Ho percepito un movimento oscuro volto a destabilizzare il club attraverso di me. E poiché credo ancora nei soci, ho chiesto nuove elezioni. Quando ho visto gli altri candidati, ho scoperto che si tratta delle stesse persone dell’era Calderón, il periodo più oscuro nella storia del Real Madrid. Inoltre, si dice che quest’uomo abbia chiesto un prestito con un interesse annuo del cinquantaquattro per cento. Come si può chiedere una cosa del genere? E non me lo sto inventando. Sembra che sia venuto qui perché ha bisogno del club per i suoi affari”.

Escludendo in modo categorico qualsiasi tipo di confronto pubblico o dibattito televisivo diretto con lo sfidante, il presidente ha infine voluto smentire con forza le voci riguardanti una presunta privatizzazione della società, puntando il dito anche contro i vertici del campionato nazionale, rei di aver tentato di scardinare l’indipendenza economica dei Blancos: “No, non ho intenzione di discutere con nessuno. Che parli pure quanto vuole. Parlerò io qui e spiegherò tutto. Privatizzare il club? Questa è una cosa di cui parlano solo i cattivi. Abbiamo subito molti attacchi, e la Liga ha contribuito perché voleva sottrarre al Real Madrid i ricavi e distribuirli tra tutti i club. È stata una mossa senza precedenti che siamo riusciti a sventare, ma l’unico modo per proteggere il nostro patrimonio è che il valore del club venga trasferito a tutti i soci”.

(Foto: realmadrid.com)