Il procedimento giudiziario che coinvolge Aurelio De Laurentiis torna davanti al giudice, con un passaggio che potrebbe incidere in maniera significativa sull’iter processuale. Al centro dell’inchiesta resta la contestazione di falso in bilancio legata ad alcune operazioni di mercato del Napoli tra il 2019 e il 2021.
Nel corso dell’udienza odierna davanti alla nona sezione del tribunale di Roma, la difesa del presidente azzurro ha sollevato una questione procedurale, contestando la validità del decreto che ha disposto il rinvio a giudizio. Secondo quanto sostenuto dall’avvocato difensore, infatti, si tratterebbe di un atto nullo per presunte irregolarità nelle notifiche, con richiesta di ritorno del fascicolo al giudice per l’udienza preliminare.
Una posizione che ha trovato apertura da parte della pubblica accusa: il pubblico ministero avrebbe ritenuto la richiesta fondata, lasciando però la decisione finale al tribunale, che si pronuncerà nella prossima udienza fissata per il 20 maggio.
Il procedimento ruota attorno a presunte plusvalenze considerate fittizie nell’ambito di alcune operazioni di mercato, tra cui l’acquisto di Kostas Manolas dalla Roma nell’estate 2019 e quello di Victor Osimhen dal Lille nel 2020.
Nell’elenco dei possibili testimoni compaiono anche figure chiave di quelle operazioni, tra cui lo stesso Osimhen e l’ex direttore sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli, oltre ad altri calciatori coinvolti nelle trattative tra i club.
Il 20 maggio sarà quindi una data decisiva per capire se il procedimento proseguirà nel suo attuale corso o se dovrà essere riformulato e riavviato da un’altra fase preliminare.





