Il buio sembra non avere fine in casa londinese. Nell’andata degli ottavi di finale di Champions League, il Tottenham sprofonda sotto i colpi di un inarrestabile Atletico Madrid, incassando un pesantissimo 5-2 che compromette quasi irrimediabilmente il discorso qualificazione. Un crollo verticale che certifica una crisi ormai profonda: l’ultimo sorriso per la formazione inglese risale addirittura allo scorso 28 gennaio, ironia della sorte proprio nella massima competizione europea contro l’Eintracht Francoforte.
Il nodo portiere e la spirale negativa
Al termine della disfatta, un amareggiato Igor Tudor si è presentato ai microfoni per analizzare un tonfo che lascia pesanti strascichi morali. Il tecnico croato ha dovuto in primis difendere le scelte iniziali, soffermandosi in particolare sull’avvicendamento tra i pali che ha fatto discutere: “Kinsky-Vicario? È una scelta giusta a inizio partita. È un portiere di valore e mi dispiace per il ragazzo. Succede che si sbagli e cambiarlo è stato un atto di aiuto. È un momento bruttissimo dove ci viene tutto contro”.
Fiducia a tempo e i panni sporchi da lavare in casa
Di fronte a una striscia di risultati così deludente, gli interrogativi sulla tenuta della panchina diventano inevitabili. Interpellato sulla solidità della sua posizione e sulle reali cause di questa involuzione, l’ex allenatore di Verona e Marsiglia ha fatto scudo attorno al gruppo, ammettendo però la superiorità avversaria: “Se mi sento ancora l’uomo giusto? Sempre, ma le problematiche sono difficili da spiegare apertamente e in poco tempo. Sono cose che si vedono raramente e bisogna lavorare e continuare. L’Atletico era troppo per noi oggi e abbiamo pagato gli errori”.
La sensazione esterna è quella di uno spogliatoio fragile e in difficoltà emotiva. Tudor, da leader navigato, ha però preferito blindare le dinamiche interne, rifiutandosi di dare in pasto alla stampa i problemi specifici della squadra: “Di che problemi parlate? Non se ne parla, si cerca di risolvere le cose in casa. Ogni momento è diverso, oggi è stato particolare e non c’è nulla da commentare. I ragazzi in un momento di fragilità non si sentono forti e dobbiamo aiutarli”.
(Foto: tottenhamhotspur.com)





