Il delicato intreccio tra sport e geopolitica in vista della prossima Coppa del Mondo registra un intervento di peso. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di esporsi pubblicamente in merito alla discussa partecipazione della nazionale dell’Iran al torneo, allineandosi senza esitazioni alle direttive della massima istituzione calcistica internazionale.
Asse di ferro con la presidenza FIFA
Nelle scorse settimane, il presidente della FIFA Gianni Infantino era intervenuto sulla questione con grande fermezza, chiarendo che la selezione asiatica, essendosi qualificata regolarmente sul campo, aveva acquisito il pieno diritto di scendere in campo e disputare il Mondiale. Una presa di posizione netta che ha trovato ora l’autorevole sponda del leader della Casa Bianca:
“Se Gianni ha detto che l’Iran deve partecipare al Mondiale, per me va bene”, ha dichiarato Donald Trump, allontanando le ipotesi di veti incrociati.
Il “FIFA Peace Prize” e un legame sempre più solido
Questa totale convergenza di vedute non rappresenta, in realtà, una sorpresa per gli addetti ai lavori. Il rapporto istituzionale e personale tra Donald Trump e Gianni Infantino è infatti estremamente stretto da diverso tempo.
Un legame politico e sportivo culminato recentemente con un riconoscimento di altissimo profilo: è stata la stessa Federazione Internazionale, infatti, a conferire al presidente statunitense l’esclusivo 2025 FIFA Peace Prize. Un’alleanza forte, dunque, che oggi produce i suoi effetti diretti anche sulla gestione e sull’inclusione delle nazioni partecipanti al più grande evento calcistico del pianeta.





