Infantino a ruota libera: “Mondiale fenomenale, no al razzismo”

Infantino presidente della FIFA

Il numero uno del calcio mondiale traccia un bilancio tra presente, passato e futuro. In una lunga e interessante intervista concessa alle colonne del noto quotidiano sportivo spagnolo AS, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha toccato a 360 gradi i temi più caldi del momento: dall’attesa febbrile per la prossima Coppa del Mondo, passando per il grande successo del rinnovato Mondiale per Club, fino ad arrivare a ricordi personali e battaglie sociali cruciali per il movimento.

L’attesa da record per la Coppa del Mondo

L’attenzione globale è ormai proiettata verso la rassegna iridata che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada. Un appuntamento epocale che il presidente ha introdotto senza mezzi termini: “La Coppa del Mondo sarà un evento fenomenale”.

I numeri legati alla prevendita testimoniano un entusiasmo travolgente, a meno di cento giorni dal fischio d’inizio della manifestazione: “In quattro settimane abbiamo ricevuto oltre 500 milioni di richieste di biglietti, cifra mai vista prima nella storia della FIFA o di altre istituzioni. Tutti gli stadi saranno pieni, sarà una festa totale”. Sulle aspettative e le gerarchie in campo, Infantino ha poi aggiunto: “Sarà più di un torneo e più di una competizione sportiva. Parliamo di un evento che farà fermare tutti ad ammirare. Una favorita? Direi la Spagna, è la numero uno in classifica ed è normale aspettarsi qualcosa in più”.

Il successo clamoroso del Mondiale per Club

Il dirigente svizzero ha poi spostato il focus sulla recente competizione andata in scena la scorsa estate negli USA e culminata con il trionfo del Chelsea in finale contro il PSG: “L’impatto è stato clamoroso, non solo dal punto di vista economico ma anche sportivo. Nella finale tra Chelsea e Psg c’erano giocatori di sedici nazionalità, provenienti da cinque continenti. C’era bisogno di un torneo come questo e stiamo parlando con tutti per capire come migliorarlo. Si parla di 32 squadre ma potrebbero essere di più. Dove si giocherà? Non lo sappiamo ancora, ci prendiamo del tempo”.

Tifo nerazzurro e idoli d’infanzia

Spazio anche all’aspetto più intimo e passionale, legato ai ricordi di un Infantino prima tifoso e poi dirigente: “Seguo il calcio da bambino. Ricordo il Mondiale di Spagna del 1982 che vinse l’Italia con Paolo Rossi. Sono anche tifoso dell’Inter e uno dei miei primi idoli è stato Evaristo Beccalossi, numero dieci che non giocò quel Mondiale. Ma ricordo anche Alessandro Altobelli, così come Maradona, un fenomeno. O Ronaldo Nazario. Più attuali dico Messi e Cristiano Ronaldo ma anche spagnoli che hanno vinto la Coppa del Mondo nel 2010, da Xavi a Casillas o allenatori come Guardiola e Del Bosque”.

La dura lotta contro le discriminazioni

In chiusura, un doveroso e fermo passaggio sulla piaga del razzismo che continua ad affliggere gli stadi e le competizioni. La posizione dei vertici del calcio è irremovibile: “Non c’è posto per il razzismo, dobbiamo lottare con tutte le nostre forze. Noi dobbiamo risolverlo nel mondo del calcio senza tolleranze. Coprirsi la bocca non è accettabile e se viene detto qualcosa di razzista, si viene espulsi”.

Per estirpare il problema alla radice, il presidente immagina anche percorsi di consapevolezza e riabilitazione per i trasgressori: “Forse bisognerebbe dare spazio anche a chi ha sbagliato, in modo da potersi scusare. Forse dovremmo andare anche oltre la sanzione: sono azioni che dobbiamo intraprendere per essere fermi nella nostra lotta al razzismo”.

(Foto: fifa.com)