Arturo Vidal e il cuore bianconero: “La Juve tornerà a dominare. Conte è il numero uno”

Antonio Conte allenatore del Napoli

Un legame indissolubile che il tempo e gli oceani non possono scalfire. Arturo Vidal, attuale centrocampista del Colo-Colo ed ex indimenticabile pilastro della mediana bianconera, è tornato a parlare del suo amore per la Juventus e del calcio italiano in una lunga e intensa intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Tra amarcord, proiezioni future e giudizi senza filtri, il cileno ha spaziato dai ricordi di Torino fino all’attualità della squadra.

“Tornerò alla Juve da allenatore. E su Conte…”

Nonostante le esperienze successive in Europa e il ritorno in Sudamerica, il cuore del “Guerriero” è rimasto a tinte bianconere. Vidal ha ribadito senza esitazioni il primato della Juventus nel suo vissuto calcistico:

“La Juventus è il club a cui resto più legato. Provo un affetto speciale per i tifosi e per i compagni, abbiamo vinto tanto. Sono stati anni meravigliosi, l’Italia sarà sempre nel mio cuore: i miei figli sono cresciuti lì. Alla Juventus tornerò in futuro, da allenatore”.

Una promessa chiara per il domani, maturata anche grazie al cambio di ruolo in difesa che gli ha allungato la carriera. Focalizzandosi invece sul presente e sulla panchina della Vecchia Signora, Vidal ha speso parole di grandissimo elogio per Antonio Conte, indicandolo come il profilo ideale per restituire ambizione e mentalità vincente al club:

“Conte è un allenatore straordinario, il migliore in assoluto a livello tattico: non mi stupisce che i tifosi sognino il suo ritorno. Antonio vale come un colpo da cento milioni. Lo ha dimostrato ovunque: quando ti guida, hai la garanzia che lotterai fino alla fine per il campionato. Sa restituire alla Juve lo spirito e la voglia di vincere tutto”.

Il confronto tra i top e l’aneddoto di Miami

Messo di fronte al gotha dei tecnici con cui ha lavorato, Vidal ha tracciato un profilo chiaro delle differenti virtù: “Come valore assoluto, Guardiola, Ancelotti e Conte sono i tre migliori. Pep ha una visione incredibile, Carlo è straordinario nella gestione, ma Antonio è di un altro livello tattico e ti fa venire voglia di lasciare la vita in campo”.

Nessun rimpianto neppure per la parentesi all’Inter dopo l’addio del tecnico salentino (“Ho vinto anche lì”), mentre sul recente sesto posto in campionato la sua analisi non lascia spazio ad alibi: “È un fallimento, a prescindere dall’allenatore. Un club con quella storia deve sempre lottare per vincere”.

In chiusura, non poteva mancare un sorriso ripensando alla celebre disciplina di Conte, ricordando un celebre aneddoto estivo a Miami: “Dopo una serata libera fissò l’allenamento alle otto del mattino. Mi presentai con dieci minuti di ritardo e gli occhiali da sole: era nero in viso e ci fece sudare di brutto”. Segni particolari di un vincente nato.

(Foto: sscnapoli.it)