L’attesa è finita. Il Milan si prepara a fare il suo esordio stagionale in Europa League ospitando il Benfica, in quello che rappresenta il ritorno dei rossoneri nella competizione dalla stagione 2023/24. Una serata dal sapore speciale soprattutto per Ruben Amorim, che vivrà la sua prima notte europea sulla panchina del Diavolo affrontando proprio una squadra del suo paese e con cui ha condiviso un pezzo di storia.
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport alla vigilia del match, il tecnico portoghese ha tracciato la rotta, affrontando temi cruciali come le rotazioni, l’incontro con Ibrahimovic e le recenti critiche.
L’obiettivo europeo e l’incrocio col passato
Amorim ha esordito sottolineando l’importanza di onorare al meglio l’impegno europeo, pur strizzando l’occhio a palcoscenici futuri. Interrogato sulle sensazioni legate alla sfida contro i connazionali del Benfica, il tecnico ha mostrato grande pragmatismo:
“Vogliamo sentire ancora quella sensazione speciale della prima partita. Sappiamo cosa significa per i nostri tifosi giocare in Europa ed è molto importante. In futuro vogliamo certamente giocare la Champions League, ma adesso dobbiamo concentrarci su questa competizione, che è di alto livello. […] È una partita speciale, ovviamente, ma voglio essere onesto: penso soltanto a vincere. Sento la stessa responsabilità che avverto quando gioco contro qualsiasi altra squadra”.
Il colloquio con Ibrahimovic e lo scudo sulle critiche
Spazio poi alle dinamiche societarie e ambientali. L’allenatore ha svelato i dettagli del suo incontro con Zlatan Ibrahimovic, per poi affrontare con serenità il tema delle critiche piovute sulla squadra in questo avvio di stagione:
“Ho parlato diverse volte con Zlatan. Conosce molto bene il calcio italiano e il club e sta aiutando il signor Cardinale in alcune situazioni. È stata una conversazione amichevole. È sempre bello vedere le leggende del Milan.
[Sulle critiche] È normale ricevere critiche, non è un problema per me. A volte voglio anche proteggere i miei giocatori, questo è ciò che mi interessa. Le difficoltà che ho già affrontato in altri club mi hanno dato esperienza. Questo è il prezzo da pagare quando si allena una grande squadra. […] Continuerò a fare le cose a modo mio”.
Turnover obbligato e la gestione di Luka Modric
Infine, l’attenzione si è spostata sulle scelte di campo. Amorim ha preannunciato un fisiologico ricorso al turnover per gestire le energie, chiudendo definitivamente il presunto “caso” legato alla sostituzione di Luka Modric nell’ultimo match di campionato contro la Lazio:
“Domani ci saranno dei cambi perché è impossibile mantenere le gambe fresche con questa intensità in ogni partita, quindi bisogna ruotare. Sceglierò la miglior formazione possibile per vincere questa partita e anche la prossima. […] In un club come il Milan non possiamo pensare di perdere.
La sostituzione di Modric? È normale. Luka è un bravissimo ragazzo e comprende molto bene quello che succede nel calcio. A volte toccherà a lui, altre volte a un altro giocatore. […] È un grandissimo calciatore, con una storia straordinaria, ma non l’ha presa sul personale perché è intelligente”.





