Barzagli si racconta: “Alla Juve pressione e mentalità con Conte. L’idolo? Maldini”

Antonio Conte allenatore del Napoli

Da colonna portante della difesa della Nazionale e della Juventus a prezioso punto di riferimento per i giovani talenti azzurri. Andrea Barzagli, attuale assistente tecnico dell’Italia Under 21 guidata da Silvio Baldini, si è raccontato a cuore aperto in una lunga intervista ai microfoni di Vivo Azzurro. L’ex difensore ha ripercorso le tappe fondamentali della sua gloriosa carriera, svelando aneddoti sui suoi esordi e analizzando il suo attuale ruolo con le giovanili azzurre.

Gli esordi, il cambio ruolo e la “Maglia Azzurra”

In apertura, Barzagli ha dedicato un pensiero al momento della Nazionale maggiore, per poi riavvolgere il nastro fino ai suoi primi passi nel mondo del calcio, caratterizzati da un inaspettato cambio di posizione in campo:

“Maglia Azzurra? Speriamo che torni a splendere ma bisogna essere fiduciosi, togliere negatività e pressione. […] Nasco ala destra, ho giocato per anni da centrocampista. Giuseppe Pillon mi ha messo a fare il difensore e da lì è iniziata la mia esperienza. La svolta è stata ad Ascoli, quando mi hanno chiesto di scegliere il Chievo in A o al Piacenza in B. La Serie A era un sogno, con Delneri si sono aperte le porte, sono stato convocato con l’Under 21 e ho vinto l’Europeo. Ci sono stati momenti difficili, ma fa parte della vita”.

Il decennio d’oro alla Juventus e l’impatto di Conte

Il capitolo più vincente della sua carriera è indissolubilmente legato alla Juventus, club con cui ha sollevato ben 8 Scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. Barzagli ha analizzato la ferrea mentalità del mondo bianconero, esaltando il ruolo cruciale avuto da Antonio Conte nella costruzione di quel ciclo vincente:

“Mi sono goduto tantissimo gli ultimi 10 anni alla Juventus, avevo fiducia in me stesso e avevo trovato la continuità che non avevo altrove. Sono stati 10 anni intensi, posso dire di essere stato un ottimo difensore. Credo sia un mondo [quello bianconero, ndr] in cui non ti fanno mancare niente ma ti chiedono tanto, hai tanta pressione.

[Su Conte] È un allenatore carismatico, che ha fatto capire a tutti che dovevamo iniziare a lavorare, con qualità e senza mollare. La cultura di Conte è quella. Lui ha messo anche la qualità e l’idea di gioco e ha avuto un impatto su di noi, anche su giocatori come me di 30 anni. Mi ha dato alcuni spunti in più”.

L’idolo Maldini, i giovani e il rapporto con Silvio Baldini

Nella parte finale dell’intervista, dopo aver incoronato Paolo Maldini come suo idolo assoluto (“Quando lo vedo mi mette in soggezione”), l’ex centrale ha elogiato la professionalità delle nuove generazioni di calciatori, concludendo con parole di grande stima per l’attuale Commissario Tecnico dell’Under 21, Silvio Baldini:

“I giovani di oggi vivono una vita molto più veloce, hanno più informazioni e sono molto più professionali a livello calcistico. Abbiamo la fortuna di lavorare con questi ragazzi.

[Su Baldini] È un rapporto che continua a stupirmi. Non ci conoscevamo, è stata una sorpresa all’inizio. È un padre per questi ragazzi, che ha sempre una parola buona da spendere e cerca di farli crescere. È moderno e bravo, sto facendo questo percorso per capire se fare l’allenatore possa essere una scelta”.