Nazionale, Buffon rompe il silenzio: da Maldini e Mancini al retroscena Conte

Roberto Mancini CT Nazionale Italiana

L’ex capo delegazione della Nazionale Gianluigi Buffon è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per analizzare il momento di profondo cambiamento che sta attraversando il movimento calcistico azzurro. L’ex portiere ha ripercorso le convulse settimane segnate dalle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, commentando le mosse del presidente Giovanni Malagò e svelando interessanti retroscena.

L’addio di Maldini e Leonardo e la scelta di Mancini

Buffon ha voluto spendere parole di profonda stima nei confronti della dirigenza uscente, senza tuttavia sminuire il valore delle figure chiamate a raccoglierne l’eredità per guidare la selezione italiana.

La riflessione dell’ex campione del mondo spazia dagli uomini d’area tecnica ai profili selezionati per la panchina:

“Avevamo due top che garantivano il massimo, ma credo che lo stesso discorso vada fatto per un professionista come Ranieri e di un allenatore tecnicamente capace come Mancini”.

Interpellato sulla decisione di Malagò e sulle eventuali occasioni mancate dalla Federazione, Buffon ha espresso una posizione cauta e analitica:

“L’Italia ha perso un’opportunità? Non lo so, dipende quale fosse l’obiettivo, le opportunità si perdono se si sa dove si vuole andare. Non ho idea della parabola e del percorso che doveva essere fatto, nessuno di noi sa se si sia persa un’opportunità”.

Il retroscena su Conte, l’ipotesi Guardiola e il no di Buffon

Tra i temi caldi affrontati figurano anche i retroscena legati ai grandi nomi accostati alla panchina azzurra nelle ultime settimane, a partire da Antonio Conte e Pep Guardiola, condizionati anche da valutazioni di natura economica e di budget.

Buffon ha chiarito le dinamiche che hanno orientato le scelte dei vertici:

“Nella testa di queste persone Conte non era considerato il piano A, vanno fatte tante valutazioni. Quando uno sceglie il percorso e le persone funzionali deve vedere in termini di budget la disponibilità. Magari per Guardiola si è pensato che non avessimo problemi di budget come poteva sembrare all’inizio”.

L’ex portiere ha inoltre confermato di aver ricevuto chiamate dirette da Maldini, Leonardo e dal presidente Malagò per restare nei ranghi federali, scegliendo tuttavia di declinare per coerenza con le proprie decisioni personali e familiari.