Juve Stabia anno zero: Stefanelli racconta la rifondazione societaria e tecnica

Juve Stabia

La Juve Stabia che sta affrontando l’attuale campionato di Serie B è, a tutti gli effetti, una realtà completamente inedita. Messa in archivio la squadra capace di centrare due semifinali playoff consecutive, il club campano ha vissuto una vera e propria rivoluzione interna. A giugno è insediato il nuovo proprietario Alfredo Guerri, affiancato da Vincenzo De Vito come responsabile dell’area tecnica e da Stefano Stefanelli nel ruolo di Direttore Sportivo.

Proprio il DS ha fatto il punto della situazione in esclusiva, tracciando un bilancio di questi primi, intensissimi mesi di lavoro.

La chiamata di De Vito e il progetto a lungo termine

L’approdo a Castellammare di Stabia è nato quasi all’improvviso, convincendo Stefanelli a lasciare una piazza consolidata della massima serie per sposare una sfida complessa ma stimolante in cadetteria. Le parole ai microfoni di Gianluca Di Marzio:

“Ho ricevuto la chiamata dell’avvocato De Vito […] nella seconda metà di giugno, e mi ha illustrato il progetto della nuova proprietà e il ruolo a lui affidatogli. […] Sono rimasto affascinato per la lungimiranza e la visione a medio lungo termine. Allora ero sotto contratto con l’Empoli, una società fantastica. Ringrazio la famiglia Corsi per l’opportunità concessami”.

Il salvataggio del club e la scelta di De Giorgio

Dietro gli ottimi risultati sportivi del recente passato si nascondeva però una situazione finanziaria drammatica, che la nuova governance ha dovuto arginare in tempi record, partendo contestualmente dalla scelta di Pietro De Giorgio (reduce dall’esperienza al Potenza) come nuovo allenatore:

“Negli ultimi anni il club ha raggiunto risultati sportivi pazzeschi, ma la situazione ereditata non era di così facile gestione. La società era praticamente fallita. Io e De Vito siamo arrivati tra giugno e luglio, è stato tutto un rincorrere”.

La rivoluzione sul mercato: “Un mese ad allenare una squadra che non c’è più”

L’urgenza societaria si è inevitabilmente riflessa sulle dinamiche di calciomercato. Con 16 cessioni e 15 acquisti, il volto della rosa è stato stravolto. La gestione delle scadenze e delle clausole di giocatori in uscita (come Leone, Giorgini e Carissoni) ha costretto la dirigenza a un mercato di puro inseguimento, supportato però dai costanti investimenti della proprietà che hanno permesso gli arrivi in extremis di profili come Di Nardo e Sibilli:

“Molti giocatori importanti ritenevano concluso il loro ciclo a Castellammare. È stato un mercato di rincorsa. Tutto ciò ha rallentato il lavoro di costruzione della rosa e soprattutto il lavoro sul campo: per un mese circa si è allenata una squadra che dalla seconda metà di agosto non esiste più. C’è stato così non solo inevitabile ritardo nell’assimilazione di schemi, ma soprattutto un ritardo nel creare l’identità e l’anima della squadra”.

L’avvio in Serie B e la penalizzazione

Nonostante il cantiere aperto e il ritardo fisiologico nell’amalgama, il bilancio delle prime cinque giornate è ritenuto positivo. I tre punti in classifica pesano al netto del -2 inflitto per le pendenze della vecchia gestione, ma il campo ha restituito segnali incoraggianti che la squadra cercherà di affinare durante l’attuale sosta per le Nazionali:

“Siamo contenti per questo inizio di campionato, perché nonostante il -2 dovuto ad inadempienze della scorsa stagione e il calendario non proprio favorevole, abbiamo lottato con tutti alla pari forse meritando anche qualcosa in più e sciorinando comunque un buon calcio”.