Il destino del Sorrento Calcio 1945 passa per la delicatissima trasferta sul campo dell’AZ Picerno. Dopo un’annata calcistica densa di insidie, ostacoli e grande fatica, la compagine rossonera si trova di fronte all’ultimo scoglio per mettere in cassaforte la permanenza nel calcio professionistico. La missione per i costieri è cristallina: conquistare quel singolo punto che renderebbe aritmetica una salvezza ampiamente meritata sul campo.
Oltre la beffa: testa solo al rettangolo verde
L’ambiente campano sta ancora smaltendo la delusione per il rocambolesco ed amaro epilogo maturato nell’ultimo turno contro l’Atalanta U23. Una vittoria sfumata sul filo di lana, condizionata da episodi e decisioni che hanno lasciato tanto rammarico. Il calcio, tuttavia, impone di voltare pagina rapidamente, e la sfida in terra lucana rappresenta l’occasione perfetta per scacciare i fantasmi.
In partite da dentro o fuori come questa, fare calcoli speculativi può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Al Sorrento serviranno massima lucidità mentale, carattere e quel cinismo che, a sprazzi, ha già permesso alla squadra di superare i momenti più bui del campionato. L’approccio psicologico ai novanta minuti farà tutta la differenza del mondo.
Un’impresa costruita lontano da casa
Centrare l’obiettivo salvezza assumerebbe i contorni della vera e propria impresa sportiva, considerando il pesantissimo handicap logistico con cui il club ha dovuto convivere. Il Sorrento, infatti, è stato costretto ad affrontare un’intera stagione in “esilio”, senza poter mai contare sulla spinta, sul calore e sul fattore campo del proprio stadio cittadino.
Questa prolungata lontananza da casa avrebbe potuto spezzare le gambe a chiunque, ma ha finito paradossalmente per cementare lo spogliatoio, trasformando la resilienza nella vera arma in più dei rossoneri. Ora la parola passa definitivamente al campo: restano solo novanta minuti per chiudere i conti, archiviare le difficoltà e regalarsi un’altra annata nell’élite della Serie C.





