Aurelio De Laurentiis non usa mezzi termini e, come di consueto, interviene a gamba tesa sulle dinamiche politiche del calcio italiano. Intercettato dai cronisti all’ingresso dell’Assemblea di Lega, il presidente del Napoli ha delineato con estrema chiarezza la sua visione per il futuro della Federazione, lanciando apertamente la candidatura di Giovanni Malagò e scagliandosi contro i vecchi sistemi di potere che, a suo avviso, frenano l’evoluzione del movimento.
L’investitura per Malagò e la stoccata al sistema
Il patron azzurro ha svelato un retroscena legato a una sua recente telefonata con l’attuale numero uno del Coni. Per De Laurentiis, Malagò rappresenta il profilo dirigenziale ideale per guidare la FIGC fuori dalla crisi, pur dovendo chiudere un occhio sulla sua nota fede calcistica. Le sue parole celano anche una dura critica a chi sfrutta le cariche federali per tornaconto personale:
“Stavo partendo per Los Angeles, ho chiamato Malagò e gli ho detto che doveva prendere in mano la situazione del calcio italiano. Gli ho detto ‘Sei un imprenditore, sei stato al Coni, hai cercato il circolo più importante d’Europa, nessuno meglio te che sei anche un grande sportivo. Unico difetto è che sei innamorato della Roma, sopporteremo anche questo’. La verità è che siamo stanchi di persone che interpretano ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio, questo non va bene”.
La bocciatura di Abete e la necessità di rifondare il calcio
L’analisi del presidente si sposta poi sulla figura di Giancarlo Abete, ipotetico concorrente per la poltrona federale. Un’opzione che De Laurentiis boccia senza appello, richiamando l’urgente necessità di una rivoluzione strutturale che l’ambiente calcistico continua a rimandare per tutelare i propri interessi e le proprie poltrone:
“Nella vita la cosa più importante è lavorare, ma per farlo bene bisogna sapere. Nessuno meglio di lui, Malagò, può aggiustare una cosa che non funziona. Si dice di una battaglia con Abete, lui è un bravissimo signore ma non è una persona adatta a fare questo lavoro, magari lui si risentirà di queste mie affermazioni. Ma siamo abituati a dire il nostro pensiero, anche se in Italia non siamo abituati e di questo me ne vergogno a volte quando sono all’estero. Avremo questo incontro con Malagò e vedremo come fare, il calcio va rifondato. Sono arrivato dal cinema, ma dal 2004 ho sempre rotto le scatole a tutti, ho detto che era tutto vecchio, ma nessuno ascolta perché sono attaccati col culo alla poltrona”.
Il nodo Conte in Nazionale
In chiusura di intervento, i giornalisti presenti hanno colto l’occasione per stuzzicare il presidente azzurro su un tema caldissimo: il possibile approdo di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale italiana. Alla provocazione secondo cui l’amicizia con Malagò eviterebbe a De Laurentiis il “rischio” di vedersi sottrarre l’allenatore per fargli ricoprire il ruolo di Ct, il patron ha tagliato corto chiudendo il discorso:
“Ho già espresso il mio pensiero da Los Angeles su questo…”.
(Foto: sscnapoli.it)





