Mondiali 2026, Infantino conferma l’Iran: “Lo sport va separato dalla politica”

Infantino presidente della FIFA

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, spazza via i dubbi sulla partecipazione dell’Iran ai prossimi Mondiali di calcio del 2026. Intervenendo a Washington nel corso di una conferenza promossa dall’emittente CNBC, il massimo dirigente calcistico globale ha affrontato di petto la delicata questione geopolitica che minacciava di escludere la nazionale asiatica dalla competizione.

La conferma della FIFA e l’incontro con la squadra

Nonostante l’escalation militare e le fortissime tensioni internazionali, la posizione del massimo organo calcistico è netta e non lascia spazio a interpretazioni:

“L’Iran verrà al Mondiale, sicuramente”.

Una certezza che si scontra inevitabilmente con il clima bellico attuale, al netto della speranza espressa dallo stesso dirigente svizzero in vista del fischio d’inizio della kermesse:

“Se la situazione al momento del campionato sarà più pacifica ci aiuterebbe molto”.

A rafforzare la volontà della FIFA c’è il contatto diretto avuto recentemente con la selezione iraniana. Infantino ha raccontato di aver fatto visita al gruppo, trovando un ambiente motivato e concentrato unicamente sul campo:

“Li ho visti durante un training camp ad Antalya (Turchia) qualche settimana fa, e sono una buona squadra. Loro vogliono giocare il Mondiale e devono venire, si sono qualificati ed è un desiderio dei calciatori partecipare. Lo sport e la politica, anche se viviamo sullo stesso pianeta, devono rimanere separati”.

Il ruolo diplomatico del calcio

La necessità di mantenere una netta divisione tra le vicende governative e le competizioni agonistiche rientra in una precisa strategia della Federazione internazionale. Un approccio descritto come una vera e propria vocazione per favorire il dialogo tra le nazioni:

“Se non c’è nessun altro che crede nel costruire ponti e unire le persone, noi stiamo facendo questo lavoro”.

Lo scontro politico e i precedenti annunci

Le rassicurazioni di Infantino arrivano al culmine di settimane di altissima tensione sull’asse Teheran-Washington. Solamente il mese scorso, a margine dell’inasprimento del conflitto in Medio Oriente scaturito dall’uccisione di Ali Khamenei, il Ministro dello Sport iraniano aveva lanciato un pesante avvertimento di boicottaggio:

“Il regime corrotto degli Stati Uniti ha ucciso il nostro leader, e noi non parteciperemo alla Coppa del Mondo”.

Una presa di posizione radicale che aveva innescato la replica immediata del presidente degli Stati Uniti (Paese che ospiterà il torneo in co-organizzazione con Canada e Messico), affidata a un messaggio pubblicato sulla piattaforma social Truth:

“La nazionale iraniana sarebbe benvenuta, ma non credo sia appropriato per la loro sicurezza essere qui”.

(Foto: fifa.com)