Pjanic a cuore aperto su Bosnia-Italia: “Azzurri forti con Gattuso. Ma 12 anni…”

Pjanic si ritira: ex centrocampista di Roma e Juventus in Serie A

Mancano ormai pochissime ore al fischio d’inizio della sfida da dentro o fuori tra Bosnia ed Erzegovina e Italia. Un match dal sapore inestimabile che deciderà chi tra le due formazioni volerà ai prossimi Mondiali. A inquadrare il delicatissimo momento storico è intervenuto un doppio ex d’eccezione: Miralem Pjanic. Intervistato sulle colonne de La Stampa, l’ex metronomo di Juventus e Roma ha analizzato a tuttotondo il percorso e le prospettive della Nazionale di Rino Gattuso, intrecciando valutazioni tattiche e ricordi personali.

Il nuovo corso azzurro e il peso dello staff

L’analisi del centrocampista bosniaco parte dall’evidente processo di ricostruzione intrapreso dall’Italia. Pjanic riconosce gli enormi passi avanti fatti dagli Azzurri sotto la guida del nuovo Commissario Tecnico, evidenziando come la presenza di figure carismatiche nello spogliatoio rappresenti un valore aggiunto fondamentale per la tenuta del gruppo:

“L’Italia con Gattuso sta facendo un percorso importante. Non è stato semplice, ma gli azzurri hanno trovato una certa stabilità e una buona continuità. Si tratta di una squadra che ha valori e qualità, e anche nello staff ci sono figure importanti come Gigi Buffon e Leonardo Bonucci che danno esperienza e identità. L’Italia resta storicamente una grande Nazionale. Questo gruppo è forte, senza alcun dubbio”.

L’ostacolo Norvegia e l’incubo della Coppa del Mondo

Nonostante i progressi, il cammino di qualificazione ha riservato insidie importanti, costringendo l’Italia ad affrontare l’incubo dei playoff. L’ex regista bianconero individua in un’avversaria specifica il principale scoglio affrontato nel girone, per poi soffermarsi su un dato statistico che pesa come un macigno sulla storia calcistica del nostro Paese:

“L’Italia ha fatto tanti punti nel girone, però ha trovato una Norvegia molto forte, con una rosa importante e un gioco di alto livello. In questo momento erano superiori. Però credo che con Gattuso si sia creata una buona dinamica, una base solida su cui lavorare. Detto questo, dodici anni senza Mondiale per una nazionale come l’Italia sono davvero troppi: non è qualcosa che può succedere spesso”.

Una sfida del cuore

Per Pjanic, quella di stasera non potrà mai essere una partita come le altre. Il legame affettivo con l’Italia, coltivato nel corso di una lunga e vincente parentesi professionale in Serie A, rende questo incrocio un vero e proprio turbinio di emozioni, con il forte rammarico di non poter scendere in campo per viverla in prima persona:

“rappresenta due Paesi che sento miei. L’Italia per me è casa: ho passato nove anni lì, tra Roma e Juventus, e ho ricordi bellissimi”.

(Foto: juventus.com)