Tre sconfitte e tanta amarezza: ecco perché la sconfitta con l’Arsenal è la meno dolorosa per il Napoli

Il Napoli deve resettare tutto e considerare la prossima gara di campionato contro il Bologna come un vero e proprio nuovo inizio di stagione, l’unico modo per lasciarsi alle spalle l’incubo delle tre sconfitte consecutive. Se i K.O. contro Como e Inter hanno mostrato limiti di autolesionismo e ingenuità, la prima resa in Champions League appare decisamente la più digeribile. La squadra di Allegri si è trovata di fronte un Arsenal campione d’Inghilterra e vicecampione d’Europa in carica: una montagna semplicemente troppo alta da scalare per gli azzurri.

Il punteggio finale di 1-0 non deve ingannare, perché la formazione di Arteta ha dominato la sfida del Maradona dall’inizio alla fine, sciorinando un repertorio di altissimo livello fatto di possesso palla, fraseggi nello stretto e un’organizzazione tattica impressionante. In emergenza a centrocampo per le assenze di McTominay e Anguissa, al Napoli non restava che fare una partita d’attesa, chiudendo le linee di passaggio per limitare i danni e sperando nell’episodio favorevole. Quell’episodio si è anche presentato nel finale, ma De Bruyne, a tu per tu con Raya, ha preferito cercare un improbabile cross anziché calciare a rete, sciupando la palla di un insperato pareggio.

A spezzare l’equilibrio a quindici minuti dalla fine è servita solo una perla da fuori area di Ødegaard, arrivata dopo che prima Meret, uscito poi per infortunio, e poi Milinkovic-Savic avevano salvato più volte il risultato. Al Napoli restano comunque pochi motivi di recriminazione: la squadra ha retto con una solida prova difensiva, con la coppia Rrahmani-Marin capace di imbrigliare un cliente scomodo come Gyökeres. A fare la differenza è stata anche la profondità delle panchine: gli innesti di Havertz e Bruno Guimarães hanno spaccato la partita per gli inglesi, mentre le sostituzioni azzurre non hanno inciso, fatta eccezione per la bella sfrontatezza mostrata dal giovane Favasuli al suo esordio.

Questa sconfitta non pregiudica affatto il cammino europeo dei partenopei, visto che la corsa alla qualificazione passerà da impegni ben più alla portata. In questo momento il Napoli non ha ancora la qualità e l’organizzazione d’attacco necessarie per sfidare le grandi corazzate europee ad armi pari. In attesa di tempi migliori, la testa deve tornare subito alla Serie A: contro un Bologna ostico la classifica esige punti immediati, e servirebbe una reazione forte per ritrovare al più presto la giusta condizione fisica e mentale.