Scandalo AIA, l’inchiesta della Procura di Milano e i rischi sportivi

Il panorama calcistico italiano è scosso da una nuova indagine della Procura di Milano che coinvolge i vertici arbitrali. Al centro del mirino ci sono Gianluca Rocchi e il suo vice Gervasoni, indagati per presunta frode sportiva. L’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare su una riunione milanese volta a “organizzare” griglie arbitrali favorevoli all’Inter.

Il ruolo della Giustizia Sportiva

Sebbene l’indagine sia in mano alla magistratura ordinaria, la Procura FIGC si è già mossa richiedendo gli atti. Come spiegato dall’esperta di diritto sportivo Flavia Tortorella su La Stampa, il percorso federale seguirà tempistiche precise:

  • Acquisizione atti: La Procura Figc attende il materiale da Milano (immediatamente o a chiusura indagini).
  • Iter burocratico: Una volta iscritto il fascicolo, l’indagine sportiva dura 60 giorni, con proroghe massime fino a ulteriori 60.

Quali sanzioni rischia il club?

Tutto ruoterà attorno alla qualificazione del reato. Se venisse confermato il concorso in frode sportiva, il club nerazzurro potrebbe rispondere di:

  • Violazione del principio di lealtà (Art. 4): comporta solitamente ammende o inibizioni per i dirigenti.
  • Illecito sportivo (Art. 30): lo scenario più grave. In questo caso, le sanzioni spaziano dalla penalizzazione in classifica fino alla retrocessione o all’esclusione dal campionato.

Ad oggi, è necessario sottolineare che si tratta di una fase embrionale dell’inchiesta: l’effettiva portata delle sanzioni dipenderà esclusivamente dalla consistenza delle prove che la Procura di Milano riuscirà a raccogliere e trasmettere alla Federcalcio.