Il futuro della panchina del Napoli è appeso a un filo, ma soprattutto a una cifra: 8 milioni di euro netti. È questa la somma che lega Antonio Conte ad Aurelio De Laurentiis e che, come riportato da Repubblica, rappresenta il vero ostacolo verso una possibile separazione.
Austerity e bilanci in rosso
Il club partenopeo si appresta a varare un piano di “austerity”, con un ritorno forzato al modello delle plusvalenze e al contenimento dei costi. Con un bilancio che segna 20 milioni di passivo, la gestione di un ingaggio così pesante diventa un tema centrale. Secondo quanto scrive Marco Azzi su Repubblica, il Napoli punta a rientrare in una “comfort zone” economica che mal si concilia con le attuali pretese contrattuali.
Il gioco delle parti
La situazione è in una fase di stallo con il mister che non sembra intenzionato a rassegnare le dimissioni, rinunciando così a una cifra importantissima per l’ultimo anno di contratto. E con De Laurentiis che difficilmente opterà per l’esonero, che lo costringerebbe a versare l’intero stipendio al tecnico leccese senza alcuna contropartita tecnica.
Mentre sullo sfondo si staglia l’ombra di un possibile ritorno di Maurizio Sarri, la realtà dei fatti parla di una trattativa complessa dove “trovare la quadra” appare tutt’altro che semplice. Il patto del silenzio tra le parti sembrerebbe ormai violato, ma finché non si risolverà il nodo economico, il futuro del Napoli resta incagliato in questo braccio di ferro milionario.





