Crisi Milan, Tare propone il ritiro ma Allegri frena: nervi tesi in vista del Genoa

Allegri e Tare: allenatore e Direttore Sportivo del Milan

La pesante sconfitta casalinga incassata contro l’Atalanta ha fatto suonare l’allarme rosso in casa Milan. Il margine di errore per i rossoneri è ormai azzerato: centrare la qualificazione alla prossima Champions League, considerato l’obiettivo minimo stagionale, è diventato un imperativo categorico. Con la Roma in forte pressing per il quarto posto, la prossima e decisiva trasferta contro il Genoa ammette un solo risultato: la vittoria. “Ora non possiamo più sbagliare”, ha sentenziato senza mezzi termini Max Allegri nel post-partita, ma sulle modalità per preparare la delicata sfida le visioni all’interno del club sembrano divergere.

L’ipotesi di Igli Tare: un ritiro per compattare l’ambiente

Per provare a fare quadrato e ritrovare la bussola, il direttore sportivo Igli Tare ha lanciato pubblicamente l’idea di anticipare il ritrovo della squadra, mandando il gruppo in ritiro. Una scelta forte, pensata per isolare i giocatori dalle pressioni esterne e analizzare il blackout dell’ultimo mese e mezzo.

Le parole del dirigente albanese sono state un misto di strigliata e richiamo alle responsabilità:

“È fondamentale tenere la mente fredda, accettiamo le critiche che sono giuste ma dobbiamo reagire. Magari potremo analizzare tutto con qualche giorno di ritiro, ritrovandoci insieme un po’ prima. Nelle ultime partite la tensione giusta è mancata. Non possiamo nasconderci, dobbiamo prenderci responsabilità. Il destino però è ancora nelle nostre mani. Dobbiamo analizzare quello che è successo nelle ultime sei settimane e concentrarci”.

La freddezza di Allegri: la gestione mentale del gruppo

La prospettiva tracciata da Tare non ha però scaldato il cuore di Massimiliano Allegri. L’allenatore livornese ha preferito glissare, mostrandosi piuttosto freddo di fronte all’ipotesi di una clausura anticipata a Milanello.

Rispondendo ai cronisti, il tecnico ha rimandato ogni decisione burocratica al calendario: “Ritiro? Martedì ci ritroviamo, domani sapremo quando giocheremo. Una volta che sapremo quando giocheremo, da lì farò il programma della settimana. Dovremo preparare bene Genova. Non ci rimane altro che vincerla”.

Un atteggiamento che tradisce una convinzione di fondo: in un momento in cui la tenuta mentale della rosa si è rivelata fragile, Allegri teme che l’imposizione di un ritiro punitivo possa rivelarsi un boomerang. Caricare di ulteriore pressione e ansia una squadra già in evidente difficoltà psicologica, alla vigilia di una partita che vale un’intera stagione sportiva, potrebbe non essere la strategia vincente.

(Foto: acmilan.com)