La mancata chiusura dell’operazione che avrebbe dovuto portare Markus Krosche al Milan continua a far discutere. Secondo quanto riportato dal giornalista Luca Cerchione, la situazione avrebbe generato malumori anche in Ruben Amorim, che considerava il dirigente tedesco una figura chiave per lo sviluppo del nuovo progetto tecnico rossonero.
Krosche aveva convinto Amorim sul progetto Milan
Stando alle indiscrezioni, sarebbe stato proprio Krosche a presentare ad Amorim un piano tecnico particolarmente ambizioso, contribuendo in maniera decisiva a rafforzare il suo interesse verso la panchina del Milan.
Tra i punti cardine del progetto figurava l’adozione del modulo 3-4-3, accompagnata da una profonda riorganizzazione dell’organico. L’idea prevedeva la possibile cessione di Rafael Leao, con Christian Pulisic destinato a occupare stabilmente la corsia offensiva sinistra.
Le richieste per il mercato
Nel piano illustrato ad Amorim erano inoltre previsti due investimenti importanti sul mercato: l’acquisto di un centravanti titolare, con Santiago Gimenez destinato a ricoprire il ruolo di alternativa, e l’arrivo di un esterno offensivo mancino capace di agire sulla fascia destra.
Una strategia che avrebbe convinto il tecnico portoghese sulle potenzialità del progetto rossonero.
La clausola che blocca l’operazione
Sempre secondo Luca Cerchione, Amorim avrebbe chiesto al Milan di fare un ulteriore sforzo economico per arrivare a Krosche. L’ostacolo principale resta però la clausola prevista dal contratto del dirigente con l’Eintracht Francoforte.
Dal punto di vista tecnico, il Milan dovrebbe riconoscere a Krosche un fringe benefit pari a circa 12 milioni di euro lordi, consentendogli così di versare personalmente i 6 milioni richiesti dal club tedesco per liberarlo dal contratto.
Al momento, tuttavia, la società rossonera non sembra intenzionata a procedere in questa direzione, motivo per cui la trattativa viene considerata sostanzialmente chiusa.





