Scafatese, Ferraro predica calma dopo l’impresa di Salerno: “Dobbiamo volare bassi”

La Scafatese parte con il piede giusto nella sua prima gara ufficiale tra i professionisti. La formazione di Giovanni Ferraro ha espugnato l’Arechi, superando la Salernitana per 2-1 nel primo turno di Coppa Italia Serie C e conquistando il passaggio del turno grazie alle reti di Ciro Palmieri e Lucas Dambros.

Un successo prestigioso, arrivato contro una delle squadre indicate tra le candidate a un campionato di vertice, che ha regalato entusiasmo alla piazza gialloblù. Ferraro, però, al termine della gara ha scelto di mantenere i piedi ben saldi a terra:

Abbiamo fatto una prestazione importante contro una squadra importante come la Salernitana. Questa vittoria ci dà un po’ di consapevolezza del campionato che affrontiamo, ma ho visto i ragazzi con grande voglia. Anche nei momenti di sofferenza siamo stati bravi a soffrire”.

La scelta tattica e la capacità di soffrire

La Scafatese ha iniziato la partita con il 4-3-3, per poi modificare il proprio assetto nel corso della gara: “Ci siamo messi con un 3-5-2 per andare sui riferimenti della Salernitana, perché all’inizio Dambros si era abbassato troppo sul quinto”.

Una scelta che ha permesso ai gialloblù di limitare le soluzioni offensive dei granata e sfruttare le caratteristiche di Palmieri e Dambros negli uno contro uno.

Ferraro ha però riconosciuto anche i momenti di difficoltà vissuti dalla sua squadra: “Quando abbiamo preso il 2-1, la Salernitana poteva fare il 2-2. Hanno avuto sette o otto calci d’angolo. È stata una partita viva”.

“Non abbiamo risolto nulla”

La vittoria dell’Arechi non modifica l’obiettivo stagionale indicato dal tecnico: “Questa vittoria deve essere un punto di partenza. Non è che uno vince a Salerno e pensa di aver risolto qualcosa. Questa vittoria viene fatta, viene accantonata e poi comincia il campionato. Lì contano davvero i punti”.

E proprio sul traguardo della Scafatese Ferraro non ha dubbi: “L’obiettivo è raggiungere la salvezza il prima possibile. Una volta raggiunta, poi si fanno tutti gli altri ragionamenti”.

Da qui l’invito a non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo: “Queste vittorie a volte possono farti perdere di vista l’obiettivo. Per me bisogna volare bassi e stare concentrati”.

Cinque cambi e una panchina decisiva

Ferraro ha poi spiegato la scelta di sostituire tutti e tre gli attaccanti nel corso della ripresa, dando spazio a forze fresche: “Dopo un’ora di partita e una pressione così, ho messo altri tre attaccanti per cercare di dare vivacità e soprattutto per mantenere un po’ la palla”.

Per il tecnico, la profondità della rosa sarà un fattore importante durante la stagione: “I cinque cambi oggi possono cambiare proprio l’aspetto di una partita. È importante avere un gruppo, fare delle rotazioni e dare a tutti la possibilità di rendere al proprio massimo”.

Infine, Ferraro ha parlato della sua nuova esperienza in Serie C e della possibilità di dimostrare il proprio valore dopo le precedenti esperienze: “La Scafatese mi ha dato la possibilità di potermi confrontare in questo campionato. Devo ringraziare il direttore e il presidente che mi hanno dato questa possibilità e io ci metterò tutto per cercare di fare bene”.

Poi una riflessione sulle etichette che spesso accompagnano calciatori e allenatori: “A volte diamo delle etichette alle persone: questo è un giocatore di categoria, questo è da Serie D, questo è un allenatore da Serie D. Ma sono etichette che ci mettiamo noi, perché poi bisogna dare alle persone la possibilità di confrontarsi con la categoria e dimostrare se sono adatte oppure no”.

La Scafatese, intanto, si gode una vittoria dal peso specifico importante. Ma dalle parole di Ferraro emerge un messaggio preciso: l’impresa dell’Arechi è solo il primo passo, non un punto d’arrivo.