L’addio di Lionel Messi alla Nazionale argentina lascia un vuoto incolmabile, non solo nel cuore dei tifosi, ma anche e soprattutto in chi ha condiviso con lui il percorso verso il tetto del mondo. Il commissario tecnico dell’Albiceleste, Lionel Scaloni, non ha nascosto la propria commozione al termine dell’ultima partita del fuoriclasse di Rosario, lasciandosi andare alle lacrime durante l’inno nazionale e affidando ai microfoni parole cariche di affetto e profonda riconoscenza.
“Un sogno averlo allenato. La sua aura è ineguagliabile”
Per il ct che ha guidato l’Argentina al trionfo in Qatar, dover salutare il proprio capitano genera un mix di tristezza e immenso orgoglio. Scaloni ha voluto esaltare l’impatto storico e carismatico del numero 10, definendolo senza mezzi termini il miglior giocatore di tutti i tempi:
“È stata una giornata molto emozionante e allo stesso tempo triste. C’è una gratitudine eterna per tutto ciò che ci ha dato, per aver difeso questa maglia come nessun altro. Per me è stato un sogno aver allenato il miglior calciatore della storia. È stato il migliore in 20 anni di carriera e lo è ancora. L’Argentina continuerà, ma lui è un calciatore irripetibile. […] La sensazione di avere lui dalla tua parte è impareggiabile. È molto difficile paragonarla a qualcosa, è molto difficile farlo capire alla gente. Bisogna viverlo per capire cosa significhi avere Messi dalla propria parte. La sua aura non l’ho vista in nessuno in vita mia”.
Il futuro senza Leo: la forza del gruppo per colmare il vuoto
Oltre alle doverose celebrazioni, c’è però da programmare il futuro agonistico della Selección. Scaloni è perfettamente consapevole che sostituire un talento del genere sul piano individuale sia un’impresa utopica. La ricetta per compensare l’assenza delle sue proverbiali giocate risolutive passa inevitabilmente attraverso la costruzione di una coesione di squadra ancora più forte:
“Continuare senza di lui sarà dura, senza dubbio. Abbiamo con noi ragazzi giovani, nuovi, che ci daranno tanto. L’unico modo per compensarlo è con una squadra, con una grande squadra, dove tutti portino il proprio mattoncino; dove quel calciatore che prima, se facevi una brutta partita, te la sbloccava lui con una giocata di genio, adesso non ce l’hai più. Abbiamo grandi giocatori, ma non abbiamo quel calciatore che faceva fare quel salto di qualità; abbiamo però una squadra che può fare un sacco di cose, magari non geniali, ma credo che tutti insieme possiamo sostituirlo”.





