Il capitano dell’Inter si racconta senza filtri, tracciando un bilancio intimo e profondo tra successi sportivi, fantasmi del passato e un futuro a tinte nerazzurre. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport a margine dei festeggiamenti per la conquista del Doblete, comprensivo del ventunesimo Scudetto e della decima Coppa Italia, Lautaro Martinez ha giurato amore eterno alla causa interista, svelando retroscena inediti sulla sua sfera privata e professionale.
L’amore per l’Inter e il legame con le origini in Argentina
L’attaccante argentino non ha alcun dubbio sul proprio futuro sportivo e umano. Il Toro ha confessato il desiderio di voler chiudere la carriera a Milano, sottolineando come la sua famiglia abbia trovato la felicità assoluta in Italia, costruendo una stabilità affettiva e imprenditoriale impossibile da abbandonare. Un traguardo celebrato anche grazie alla presenza dei genitori, giunti tempestivamente per i festeggiamenti, seppur impossibilitati a seguirlo nell’avventura del prossimo Mondiale a causa dei rispettivi impegni lavorativi. Ma il pensiero più dolce del numero dieci è volato verso la nonna Olga, a cui ha dedicato il recente trionfo sportivo e un vistoso tatuaggio sul braccio, ricordando con enorme commozione i tempi in cui, da ragazzino, la aiutava a pulire le aule della sua scuola per farla rincasare il prima possibile.
I sacrifici giovanili e la mentalità vincente
Le origini umili hanno forgiato il carattere dell’attaccante argentino. Lautaro ha ripercorso con lucidità i difficili anni dell’adolescenza, segnati dalle gravi difficoltà economiche della famiglia in seguito alla retrocessione del padre, ex calciatore professionista costretto dalle necessità a reinventarsi infermiere per anziani, e ai sacrifici della madre, impiegata come colf. Il ricordo della fame e dei tre lunghi anni trascorsi appoggiati in una casa in prestito non ha però scalfito il ricordo di un’infanzia felice, capace di trasmettergli valori inestimabili come il rispetto e l’umiltà, insegnamenti che oggi cerca di tramandare con cura ai propri figli. Il richiamo viscerale del pallone, ereditato proprio dal padre ascoltandone di nascosto i discorsi da leader nello spogliatoio, lo ha poi spinto a lasciare la pallacanestro per inseguire il sogno del professionismo, resistendo stoicamente alla solitudine e alla malinconia provate durante i primissimi anni nel settore giovanile del Racing a Buenos Aires.
I fantasmi del passato e l’importanza della salute mentale
Nonostante gli straordinari traguardi tagliati, i centosettantacinque gol messi a referto e il terzo posto blindato nella classifica dei marcatori all time del club meneghino, il percorso del bomber non è stato affatto privo di ostacoli. Il capitano ha affrontato con grande maturità e coraggio il delicato tema della salute mentale, rivelando di essersi affidato al supporto costante di uno psicologo per superare le pesanti scorie emotive lasciate dalle delusioni in campo internazionale, citando in particolar modo le cicatrici post finale con il Paris Saint-Germain e il crollo psicologico vissuto al Mondiale per Club contro il Fluminense.
Il giocatore ha ammesso di aver affrontato momenti di profonda sofferenza interiore, dubitando delle proprie reali capacità e arrivando persino a ipotizzare un clamoroso addio di fronte a ipotetiche offerte di mercato. Uno stato di devastazione mentale sfociato nel celebre e durissimo sfogo televisivo, un gesto istintivo ma ritenuto doveroso per scuotere l’intero ambiente spogliatoio e responsabilizzare in primis sé stesso in qualità di guida del gruppo.
Il feeling con Thuram, l’elogio a Chivu e il post-carriera
Superate le tempeste, il presente sorride nuovamente all’argentino. Lautaro ha speso parole di grandissimo elogio per mister Chivu, rivelando di averlo contattato immediatamente e di aver sempre intravisto in lui le stimmate del predestinato sin dalle sfide di allenamento di Appiano Gentile contro la formazione Primavera. Fondamentale per la serenità in campo si è rivelata anche l’intesa sbocciata con Marcus Thuram, un compagno di reparto con cui si completa alla perfezione grazie a un perfetto e spontaneo incastro di caratteri diametralmente opposti.
La rivelazione più sorprendente e categorica è arrivata però in merito ai progetti futuri una volta appesi gli scarpini al chiodo. L’attaccante ha infatti spiazzato tutti, annunciando la ferma intenzione di allontanarsi definitivamente dal mondo del pallone, giudicato un ambiente poco affine alla sua persona, promettendo di sparire totalmente dai radar mediatici e sportivi per godersi la meritata tranquillità familiare.
(Foto: inter.it)





