A Castellammare di Stabia si vive un momento di straordinaria schizofrenia sportiva. Da un lato, il rettangolo verde regala enormi soddisfazioni, con una squadra in piena lotta per i vertici del campionato cadetto; dall’altro, le scrivanie societarie sono avvolte da una fitta nebbia che tiene col fiato sospeso un’intera città . Il recente riassetto societario ha aperto un nuovo capitolo per la Juve Stabia, ma i veri ostacoli devono ancora essere superati.
Il passaggio ad Agnello e la corsa contro il tempo per la fideiussione
L’era del fondo americano Solmate è ufficialmente terminata. Il club è passato nelle mani dell’imprenditore sessantaduenne Francesco Agnello, originario di Torre Annunziata, attraverso un’operazione condotta presso uno studio notarile romano. Le cifre dell’accordo delineano una situazione complessa: cessione al costo simbolico di 1 euro tramite la neonata “Stabia Capital srl”, società costituita con un capitale sociale di soli 2.000 euro.
Più che l’acquisizione in sé, a preoccupare l’ambiente è ciò che ne consegue. Il nuovo proprietario ha ora esattamente 14 giorni di tempo per presentare la fideiussione e le garanzie economiche necessarie. Non si tratta di un banale passaggio burocratico, ma del primo, vero esame di affidabilità del nuovo corso. Una copertura vitale per far fronte a eventuali situazioni debitorie pregresse e per garantire la continuità aziendale e sportiva del club campano.
Il nodo iscrizione, la Lega B e le ansie della piazza
A rendere il quadro ancora più delicato è la governance attuale del club. La Juve Stabia si trova in amministrazione giudiziaria fino al prossimo ottobre (strascico di vicende extra-calcistiche dello scorso anno). Questo significa che Agnello, di ritorno dall’estero nel weekend, dovrà interfacciarsi costantemente con gli amministratori giudiziari Ferrara e Scarpa, unici referenti legali della società .
La situazione è monitorata con estrema attenzione anche dalle istituzioni. Nelle scorse ore, il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin, si è recato personalmente a Castellammare per incontrare gli amministratori. Sullo sfondo aleggia lo spettro del 16 giugno: entro questa data andranno garantite le coperture finanziarie per l’iscrizione al campionato 2026/27, per la licenza sportiva e per il pagamento degli stipendi arretrati (da marzo in poi) e dei relativi tributi.
Uno scenario che genera forte ansia in una tifoseria che, non a caso, avrebbe preferito l’insediamento di una cordata locale: la stessa che, dopo il disimpegno di Solmate, si è fatta carico di pagare gli emolumenti di gennaio e febbraio per proteggere un patrimonio tecnico stimato in circa 23 milioni di euro.
Il campo non aspetta: il sogno playoff di mister Abate
Mentre fuori dal campo si gioca una partita vitale per la sopravvivenza, sul prato verde i ragazzi di mister Ignazio Abate stanno compiendo un autentico capolavoro. Lo staff tecnico e i giocatori si sono isolati dalle turbolenze societarie, dimostrando un attaccamento encomiabile alla maglia.
A soli tre turni dalla fine della regular season, la Juve Stabia occupa il settimo posto con 49 punti. L’obiettivo è blindare l’accesso ai playoff, tenendo a distanza le inseguitrici (Cesena ottavo a 44, Carrarese e Avellino a 43) e magari provando l’assalto al Modena (sesto a 52 punti) per garantirsi il vantaggio del turno preliminare in casa.
Matematica alla mano, bastano 4 punti nelle ultime tre sfide per la certezza aritmetica.
(Foto: ssjuvestabia.it)





