All’ombra del Monte Faito si gioca una partita parallela, ben lontana dal campo ma forse ancora più decisiva. Da una parte c’è una squadra, la Juve Stabia, capace di sorprendere e restare aggrappata al sogno playoff in Serie B. Dall’altra, una vicenda societaria che rischia di cambiare gli equilibri interni del club e sollevare interrogativi sull’intero sistema.
Tutto nasce da una scelta improvvisa: il disimpegno di Solmate, che ha lasciato un vuoto difficile da colmare in tempi rapidi. In pochi giorni, la priorità è diventata una sola: garantire la sopravvivenza economica e limitare i danni sportivi. La corsa contro il tempo ha prodotto un risultato parziale – una penalizzazione contenuta – ma ha anche aperto le porte a scenari inattesi.
Nel silenzio più totale, infatti, si è materializzata un’operazione che ha colto di sorpresa addetti ai lavori e istituzioni. Protagonista Francesco Agnello, che attraverso la neonata Stabia Capital s.r.l. ha acquisito l’intero pacchetto azionario del club. Un passaggio rapido, quasi invisibile, che però ha sollevato più di un dubbio per le modalità con cui è stato portato a termine.
Il nodo principale riguarda proprio questo: il mancato coinvolgimento degli organi di controllo. In un sistema che si regge su verifiche e autorizzazioni, il fatto che un club professionistico possa cambiare proprietà senza un confronto diretto con chi ne supervisiona la gestione rappresenta un campanello d’allarme.
Non a caso, la reazione della Lega Serie B è stata immediata. Il presidente Paolo Bedin ha scelto una linea prudente ma ferma: riconoscere, almeno per ora, gli amministratori giudiziari come unico riferimento ufficiale. Una posizione che evidenzia come il passaggio di proprietà non sia ancora stato pienamente recepito a livello istituzionale.
Le prossime ore saranno decisive. L’incontro previsto a Castellammare servirà a chiarire ruoli, responsabilità e soprattutto la legittimità dell’operazione. In gioco non c’è soltanto il futuro della Juve Stabia, ma anche la credibilità di un sistema che deve dimostrare di saper reggere anche di fronte a manovre improvvise e fuori dagli schemi.
Nel frattempo, sul campo, la squadra continua a correre. Ma il vero risultato, questa volta, si deciderà lontano dal rettangolo verde.





