Anguissa, il vero nodo non è l’addio ma il sostituto

Anguissa Napoli

Quando si parla di possibili addii, la tentazione è sempre la stessa: anticipare il futuro, immaginare scenari, contare plusvalenze. Ma nel caso di Frank Zambo Anguissa il discorso va ribaltato. Il punto non è tanto se il Napoli possa privarsene, quanto se sia davvero pronto a sostituirlo.

Arrivato quasi in sordina dal Fulham, Anguissa è diventato in poco tempo uno dei riferimenti più solidi del centrocampo azzurro. Non un giocatore da copertina, ma uno di quelli che tengono in piedi l’equilibrio di una squadra. Forza fisica, capacità di strappo, letture difensive e, negli ultimi anni, anche un contributo offensivo sempre più concreto.

Con Luciano Spalletti prima e Antonio Conte poi, il suo ruolo si è evoluto senza mai perdere centralità. Anzi, è proprio con Conte che Anguissa ha aggiunto una dimensione nuova al suo gioco: gli inserimenti, i gol, la presenza costante negli ultimi metri. Una trasformazione che lo ha reso ancora più completo e, di conseguenza, più difficile da rimpiazzare.

Perché è qui che nasce il problema. Il mercato può anche offrire alternative valide, ma trovare un centrocampista che unisca certe  caratteristiche non è operazione semplice. Non basta investire, serve visione. Serve intuizione, come quella che portò il Napoli a puntare su di lui anni fa.

E poi c’è un aspetto che spesso sfugge: Anguissa non è solo rendimento, è anche affidabilità. Anche in una stagione segnata da qualche acciacco fisico, resta uno di quei giocatori che, quando ci sono, alzano il livello generale della squadra. La sua presenza cambia il modo in cui il Napoli occupa il campo.

Cedere un giocatore così può avere senso, soprattutto in una logica di rinnovamento. Ma senza un’idea chiara su come sostituirlo, il rischio è quello di perdere più di quanto si pensi. Perché nel calcio moderno, trovare talento è difficile. Trovare equilibrio, ancora di più.