L’Inter è Campione d’Italia! 21° Scudetto nel segno di Chivu. Marotta: “Un sogno grandioso”

Chivu allenatore Inter

Il trionfo è servito. L’Inter conquista il 21° Scudetto della sua gloriosa storia, dominando il campionato e chiudendo i giochi con ben tre giornate di anticipo. La festa a San Siro si è accesa grazie al rotondo 2-0 rifilato al Parma, firmato dalle reti di Marcus Thuram e Henrikh Mkhitaryan. Una cavalcata trionfale che porta la firma di Cristian Chivu in panchina e di Giuseppe Marotta dietro la scrivania. Proprio il presidente nerazzurro, nel post-partita ai microfoni di DAZN, ha tracciato un bilancio emozionato e lucido della straordinaria stagione.

L’emozione del Presidente e il tributo alla storia

Per Marotta si tratta di una “prima volta” indimenticabile al vertice della piramide societaria. Le sue parole tradiscono l’orgoglio per un traguardo che si intreccia inevitabilmente con la grande eredità storica del club meneghino:

“Vincere il primo Scudetto da presidente è un sogno che si realizza. Non avrei mai immaginato di arrivare a questo ruolo e di festeggiare un titolo con l’Inter: è qualcosa di grandioso. Il primo ringraziamento va ai presidenti che mi hanno preceduto, da Moratti a Facchetti, fino a Fraizzoli e Steven Zhang. Tra poco ricorderemo anche Ernesto Pellegrini, una figura che ha segnato profondamente questa società”.

Il capolavoro Chivu: una scommessa stravinta

Il grande artefice sul campo è Cristian Chivu, capace di raccogliere la pesante eredità di Simone Inzaghi e di condurre il gruppo al tricolore alla sua prima grande occasione da allenatore. Marotta ha rivendicato con fierezza la scelta fatta nei mesi scorsi:

“Questo è lo Scudetto di Chivu e dei giocatori. Il merito è loro: hanno costruito questo percorso con lavoro, sacrificio e spirito di gruppo. Dopo la separazione con Inzaghi, abbiamo scelto Chivu con coraggio, ma un coraggio ponderato. Aveva dalla sua il curriculum da giocatore vincente, l’esperienza all’Ajax, il percorso da allenatore e l’ultima stagione a Parma. L’unico dubbio era l’esperienza, ma è stato supportato e ha dimostrato il suo valore”.

Equilibrio nei momenti bui e programmazione

La stagione ha vissuto anche i suoi fisiologici momenti di flessione, gestiti però dalla dirigenza con la consueta calma olimpica. Il presidente ha svelato il segreto della compattezza nerazzurra nei periodi più delicati, proiettandosi poi brevemente verso il futuro insieme ai fidi collaboratori Piero Ausilio e Dario Baccin:

“Dopo qualche risultato negativo, ma con prestazioni comunque buone, abbiamo capito che la squadra era unita e che l’allenatore era ancora il leader del gruppo. Io non ho mai esonerato un allenatore a stagione in corso in Serie A: serve equilibrio, non scaricare tutto su una sola persona. Non è il momento di parlare del futuro. Lavoriamo ogni giorno con Ausilio e Baccin, ma ora è giusto godersi questo traguardo. L’Inter resta un gruppo consolidato e il nostro modello prevede equilibrio tra giovani e giocatori esperti: è questa la strada che vogliamo continuare a seguire”.

L’inchiesta arbitri: la posizione ferma del club

In chiusura, non è mancato un passaggio doveroso sulla delicata inchiesta arbitri che sta tenendo banco a livello mediatico. Marotta ha spazzato via ogni ombra, ribadendo la totale trasparenza e serenità del club:

“C’è grande amarezza. Lo ripeto quanto detto: non esiste un elenco di arbitri graditi o sgraditi, siamo sempre stati corretti, abbiamo rispetto per gli inquirenti e siamo tranquilli, non abbiamo nulla da temere. Non serve aggiungere altro”.

(Foto: inter.it)