Il direttore sportivo della Casertana Alessandro Degli Esposti ha fatto il punto della situazione sulla stagione appena terminata dei falchetti, tra presente e futuro.
IL RAMMARICO DEI PLAYOFF. “Questa stagione è stata emotivamente molto impegnativa, a luglio la mole di lavoro era tantissima e avevamo tantissime situazioni pendenti, prima gestendo le uscite degli anni precedenti, poi andando ad aggiungere nuove pedine funzionali. Quando abbiamo iniziato questo percorso, in pochi credevano nel traguardo playoff così importante, io ci ho sempre creduto sia per ricambiare il presidente della fiducia che mi ha dato, della seconda chance qui in rossoblù ma anche un debito di riconoscenza per i tifosi, competendo contro chiunque con dignità e orgoglio. Quando, tra difficoltà e imprevisti, abbiamo iniziato a ingranare e superando ogni ostacolo tra dicembre e gennaio con gli infortuni, ho capito che potevamo davvero raggiungere ogni obiettivo. In primavera c’era un bel sentiment, l’appetito vien mangiando e il campo ha dimostrato che la Casertana ha giocato alla pari con tutte le big anche ai playoff e lo ha dimostrato anche contro la Salernitana, ribaltando il risultato in casa e andando a comandare a Salerno e sul quel maledetto palo all’Arechi sono cadute le nostre speranze. Tra percorso e qualità della squadra credo che siamo stati davvero all’altezza investendo molto meno delle big, il calcio è bello perchè vale il campo e ha sempre parlato positivamente per noi, uscendo con l’amaro in bocca dai playoff. La sfortuna spesso si è dimenticata di noi sia per il sorteggio che per il palo di Butic ma vuol dire che girerà presto a nostro favore”.
IL FUTURO. “Sono felicissimo di stare qui, so di essere apprezzato per la persona che sono e anche per il professionista che cerco sempre di essere. Sono nelle condizioni migliori per lavorare e voglio proseguire alzando sempre di più l’asticella. La Casertana rappresenta una città, un popolo e dobbiamo proseguire sulla scia del finale di questa stagione, non lasciando disperdere questo entusiasmo. Vogliamo rafforzare ancora di più la rosa e ne ho parlato proprio oggi con il presidente, abbiamo le idee chiare. Questa settimana è dedicata all’iscrizione del campionato, dalla prossima analizziamo le priorità insieme al presidente e le prerogative per la prossima stagione. Le basi ci sono tutte e molte scelte di mercato ci hanno dato ragione con Rocchi, Bentivegna, Pezzella, Butic con tre anni di contratto, ancora Vano, Liotti che possono sicuramente rappresentare presente e futuro e abbiamo capitalizzato tanto, rappresentando sia un valore tecnico che economico, patrimonio della Casertana. Nel mio cronoprogramma ho come priorità la sistemazione dei giocatori in scadenza, avendo grande stima personale e professionale per loro, proponendo tutti già a marzo/aprile un rinnovo, con adeguamento dei contratti e ingaggi e l’unica cosa che ho detto alla squadra è che vogliamo lavorare in continuità ma capirei se ci fossero offerte importanti da altre categorie. Resta chi ha voglia, l’anno prossimo sarà un girone mortifero e dobbiamo battagliare ancora di più, quella che è la prerogativa della nostra squadra”.
L’ADDIO DI COPPITELLI. “Non sarà più l’allenatore della Casertana per l’anno prossimo ma credo sia una scelta razionalmente giusta per entrambi. Lui credo che si possa costruire delle occasioni diverse da Caserta per quella che è la sua età e professionalità nel calcio dei grandi mentre noi cerchiamo un allenatore con caratteristiche diverse. Con Federico la società ha ancora vinto una scelta: a inizio anno c’era il toto allenatore, abbiamo cercato di celare questa decisione e alla prima conferenza c’era un po’ di scettiscismo, aveva molta esperienza sul settore giovanile eccellente, meno in prima squadra. Ora mi sento gratificato perchè con noi ha fatto un ottimo percorso e la sua carriera a seguire sarà ottima. Il campionato è stato buono ma ci sono stati dei passaggi che hanno impedito lo straordinario che vanno rivisti. A Latina era un crocevia incredibile e dovevamo arrivare secondi, da testa di serie, togliendoci un 60% di problemi. La ferita maggiore del nostro percorso non è stata Salerno ma proprio questa. La colpa non è di nessuno se non del sottoscritto, ringrazio tutti per l’attaccamento, il lavoro, la dedizione al progetto ma quando dovevamo rispondere presente, anche contro il Giugliano, abbiamo toppato ed è una colpa di tutti. L’obiettivo? Vogliamo migliorarci, come chiedono i tifosi che spingono sempre. Vacanze se ne fanno difficilmente e quelli che arriveranno dovranno essere ambiziosi e l’ambizione non conosce confini”.
L’IDENTIKIT DEL NUOVO ALLENATORE. “Andando indietro nel tempo, ho sempre detto che il mercato non è la panacea di tutti i mali o delle situazioni. Se un club deve e vuole crescere, non passa solo per i calciatori ma è solo una parte del risultato. Quest’anno penso che avevamo due squadre, in campo e in panchina, con la stessa qualità. Avevamo fuori Kallon, Proia, Vano, Bacchetti, Bentivegna, Leone, Saco, Galletta per nominarne alcuni ed è sintomo di grande club.. Dobbiamo ripartire da quanto fatto nel finale di stagione e non possiamo permetterci di disperdere l’entusiasmo del finale di stagione, come quella scia di motorini incredibile che ci ha accompagnato prima del derby contro la Salernitana. La piazza, i tifosi, la squadra, il club, devono sempre camminare fianco a fianco. Questo percorso l’abbiamo fatto con un allenatore esordiente, forse ci serve un po’ più di esperienza subito al servizio, per fare un calcio diverso che spero sia migliore ma non è una critica a Federico, anzi, è solo una scelta e un’esigenza diversa, lui merita il meglio. Mangia? Non ci siamo ancora guardati troppo intorno, ho comunicato a Coppitelli questa decisione due, tre giorni fa e settimana prossima iniziamo a capire le prerogative per chi guiderà la squadra del futuro. Motivazioni e capacità devono essere gli elementi principali e credo che Mangia non ha bisogno di presentazioni tra Nazionali, finali e serie A. Magari dal cilindro ci sarà un’altra sorpresa come Cangelosi, Iori e Coppitelli”.
IL FUTURO DI BUTIC. “Ho sempre pensato di avere nella vita una moglie bella e invidiata da tutti che una brutta non guardata da nessuno. Abbiamo giocatori forti che ovviamente fanno gola ma ho fatto un discorso chiaro con i procuratori, questi campioni sono un nostro patrimonio tecnico ed economico e vogliamo preservarlo. Credo sia l’attaccante più forte della categoria, è un ragazzo serio, sa quello che città e squadra gli hanno dato ma faccio fatica a pensare una Casertana senza Butic. Al di là dei nomi da acquistare, ci sono dei valori che ricerchiamo nei calciatori di domani, uniti al lavoro quotidiano. Il mercato del mio primo anno qui a Caserta, a gennaio, è stato conservativo per preservare delle dinamiche e degli equilibri di squadra specifici, non togliendo ruolo e minutaggio ai nostri leader di personalità. Quest’anno è stato fatto un mercato vero, diverso, con i 5 calciatori arrivati tutti potenziali titolari, con Girelli e Viscardi colpi extra last minute per le situazioni di infortuni che avevamo ma sono stati fondamentali per il rush finale”.
LE ESPULSIONI. “Devo assolutamente modificare e migliorare questo aspetto, ammetto, ho pagato un sacco di multe salatissime!”
L’AUTOCRITICA E I GIOCATORI IN PRESTITO. “Questo lavoro splendido a volte mi fornisce gli spunti che vanno in antitesi alla mia educazione familiare, a volte dico delle piccole bugie per arrivare a obiettivi di squadra importanti. Ci sono tanti calciatori in prestito che incidono. Per fine termine prestito rientrerà al Sassuolo Leone ma per me è fortissimo, è un ragazzo speciale, poco valorizzato purtroppo da noi ma avrà un futuro importantissimo in categorie superiori, ne sono certo. Ci sono comunque giocatori importanti come Casarotto, Girelli. Per noi prestito o scadenza è lo stesso, questa squadra è sempre stata molto tecnica, forte, compatta, fisica, versatile, tosta, di categoria che possono fare la differenza, sempre, fastidiosa da affrontare per chiunque e lo vogliamo preservare”.
IL FUTURO DEL DIRETTORE A CASERTA. “Ho un altro anno di contratto qui ma è l’ultima cosa che conta. Io qui sto benissimo, ho grande riconoscenza per il presidente e la famiglia e delle due occasioni che mi ha dato. Vero, ho avuto vari attestati di stima ma non ho mai pensato di poter cambiare club ma per le mie caratteristiche da uomo prima che professionista non sarei mai andato via, di nuovo. Io metto davanti dei capisaldi imprescindibili come il rispetto per me stesso, per la gente e chi mi dà fiducia. Ora sono in pace con me stesso, so che il calcio è maledetto e dipende molto dai risultati, il passato non conta più nulla. Dopo l’allenatore, decideremo poi i giocatori da prendere e preservare per le sue idee di calcio. Galletta? Quest’anno è stato fortemente penalizzato ma per me è patrimonio importante, ha tre anni di contratto e vogliamo assolutamente che resti”.





