Lo scontro istituzionale tra il mondo del tennis e quello del pallone si infiamma all’ombra del Colosseo. Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, è intervenuto a gamba tesa sulla spinosa questione legata alla concomitanza tra l’attesa finale degli Internazionali d’Italia e il derby capitolino tra Roma e Lazio. Una sovrapposizione logistica e di ordine pubblico che ha spinto la Prefettura a far slittare la stracittadina da domenica alle 12:30 a lunedì alle 20:45, innescando un inevitabile effetto domino sul calendario delle altre squadre in lotta per un posto in Champions League, tra cui Napoli, Juventus, Milan e Como.
Attraverso le agenzie di stampa, il numero uno della Fitp ha subito messo in chiaro la sua ferma posizione in merito a un eventuale passo indietro da parte del mondo del tennis: “Non penso che l’Atp sposti la finale perché il calendario del calcio è fatto con i piedi”.
Le coincidenze sospette e la frecciata sulle date
Nonostante l’attestato di stima verso i vertici direttivi calcistici, il presidente federale non ha nascosto il proprio stupore per una programmazione stagionale giudicata quantomeno rivedibile. Binaghi ha infatti puntato il dito contro una serie di incroci temporali considerati poco casuali: “Mi dispiace perché De Siervo e Simonelli sono due dirigenti seri, preparati e onesti. Io credo siano i migliori dirigenti del calcio attualmente, non credo siano stati loro i responsabili. Ma che si sia fatto un calendario lo scorso giugno mettendo il derby di Torino durante le Finals, poi per fortuna anticipato, con un dialogo che io ho avuto con De Siervo, poi qui rimane la finale di Coppa Italia il mercoledì e il derby capitolino durante gli Internazionali, sono grandi coincidenze. Andreotti cosa diceva: ‘a pensar male si fa peccato, ma a volte non si sbaglia'”.
La bocciatura della Lega Serie A e le regole dell’Atp
Il dibattito si è poi spostato sul tentativo fallito da parte della Lega Serie A di trovare un compromesso in extremis, proponendo di anticipare di trenta minuti il fischio d’inizio del derby dell’Olimpico e di posticipare contestualmente l’inizio della finale singolare maschile. Una soluzione bocciata in via definitiva dalle autorità competenti e rispedita al mittente dallo stesso Binaghi con toni estremamente perentori.
A dettare i tempi del Foro Italico, infatti, non sono le dinamiche locali ma i rigidi vincoli di trasmissione globale: “Provate a chiedere all’opinione pubblica se oggi dobbiamo spostare l’orario noi o il calcio. Noi lo abbiamo fatto per 25 anni. Ma al di là del fatto che sono meccanismi diversi e loro possono organizzare il calendario come vogliono, noi non siamo proprietari dei diritti che gestisce l’Atp e ci sono tanti Paesi collegati. Abbiamo un torneo che è parte di un circuito internazionale, c’è qui il supervisor dell’Atp che non credo possa spostare l’orario perché c’è un deficiente, come ha scritto anche il Corriere della Sera, che ha organizzato un calendario del calcio fatto con i piedi”.
(Foto: fitp.it)





