L’avventura di Davide Ballardini sulla panchina dell’Avellino è giunta ufficialmente al capolinea. Nel corso di un’intensa ed emozionante conferenza stampa, il tecnico ha annunciato la sua decisione di lasciare la guida della formazione irpina al termine dei recenti play-off. Alla base della separazione non ci sono attriti con la dirigenza, bensì la forte ambizione personale dell’allenatore di rimettersi in gioco nel massimo campionato italiano.
Il retroscena dell’addio e la voglia di Serie A
Ballardini ha voluto fare chiarezza sulle tempistiche e sulle modalità della sua scelta, svelando i retroscena dei dialoghi avuti con i vertici societari. L’allenatore ha raccontato di aver affrontato il tema organizzativo con il direttore sportivo già una decina di giorni prima, concordando di rimandare ogni decisione definitiva alla fine degli spareggi. L’epilogo si è consumato proprio in quelle ore cruciali: “Finiti i play-off ho incontrato la società al Bel Sito verso mezzanotte. Ho detto alla proprietà: ‘abbiamo il desiderio di tornare ad allenare in Serie A’. Ho fermato tutto perché sentiamo questo. Il direttore sportivo c’è rimasto male”.
Il mister ha poi precisato che non avrebbe accettato un rinnovo a prescindere a stagione in corso, ricordando il primo contatto avuto lo scorso 17 febbraio in videochiamata, durante il quale aveva chiarito la sua filosofia basata sul valore delle persone, sulla competenza e sul lavoro, rimandando ogni valutazione ai mesi successivi. Al momento, l’allenatore ha confermato di non avere ancora alcun accordo con altre squadre, definendo la sua scelta come un puro desiderio e una profonda ambizione personale, pur ammettendo che nel giro di qualche mese le prospettive di mercato potrebbero sbloccarsi.
L’amore per la piazza e il futuro del club
Nonostante l’addio sportivo, le parole dell’allenatore per l’ambiente avellinese sono state cariche di autentico affetto e sincera gratitudine. Ballardini ha dichiarato di aver trovato persone di altissimo spessore umano e di essersi innamorato perdutamente dell’Irpinia, una terra che prima non conosceva ma che lo ha accolto facendogli scoprire valori rari in questo mondo calcistico. A testimonianza di questo legame, ha confessato: “Io da oggi sono un semplice tifoso, innamorato di un territorio. Quello che è successo in questi 3 mesi è questo. Da oggi saremo tifosi innamorati delle persone e del territorio”.
Infine, l’ex mister ha voluto lasciare un consiglio strategico alla società per la programmazione futura, tracciando la strada per i prossimi successi. Analizzando le ambizioni del club, ha sottolineato: “Anche quest’anno l’Avellino voleva andare in Serie A. Il club sa quali step fare per migliorarsi. L’importante è avere uno stile, una idea chiara, quindi bisogna strutturarsi bene, prima di tutto per mantenere la categoria e poi per ambire ad altro”.





