La lontananza da Torino sembra aver rigenerato Arthur Melo. Rientrato in Brasile lo scorso agosto con la formula del prestito, il centrocampista ha ritrovato sorrisi, continuità e trofei indossando la maglia del Gremio, il club che lo ha lanciato nel grande calcio. La recente vittoria del campionato Gaucho, culminata con il trionfo in finale nel sentitissimo derby contro l’Internacional, ha restituito al panorama calcistico un giocatore in grande spolvero.
Eppure, il suo cartellino appartiene ancora alla Juventus, con un contratto in scadenza fissata a giugno 2027. In una lunga intervista concessa alle colonne della Gazzetta dello Sport, il regista brasiliano ha fatto il punto sul suo ottimo momento di forma, strizzando l’occhio a un clamoroso ritorno in bianconero per la prossima stagione.
La rinascita a Porto Alegre e le ambizioni tattiche
Il ritorno in patria si è rivelato la medicina perfetta per curare le scorie degli ultimi anni europei. Arthur non nasconde l’entusiasmo per l’ambiente ritrovato a Porto Alegre, un fattore determinante per la sua ritrovata serenità in mezzo al campo:
“Tornare al Gremio, casa mia, è stato incredibile. Mi sento nuovamente integrato nel club e sto giocando con grande fiducia. Stare vicino alla mia famiglia e ai tifosi che mi hanno visto crescere è una motivazione in più. Mi sto godendo il calcio come non riuscivo da tempo E poi incide anche la testa: tutti qui al Gremio, dal tecnico ai compagni, mi hanno fatto sentire importante fin dal primo giorno”
Forte di questa iniezione di fiducia, il brasiliano guarda al futuro agonistico, ipotizzando una collocazione tattica ideale per le sue caratteristiche in vista di un potenziale rientro alla base bianconera. Nelle sue riflessioni, spunta un riferimento alle filosofie di gioco basate sul possesso puro:
“A Spalletti piace avere un centrocampista organizzatore, un fulcro della squadra, e a me quel ruolo piace. Pizarro e Lobotka si sono esaltati con Spalletti giocando un calcio basato su possesso palla e intelligenza tattica. Non è assurdo pensare che potrei adattarmi bene. Vedremo”
I rimpianti torinesi e il rapporto con i tecnici
L’intervista è stata anche l’occasione per riavvolgere il nastro e analizzare le oggettive difficoltà incontrate durante la sua prima parentesi alla Juventus. Un’avventura condizionata, secondo il centrocampista, da un momento storico di forti mutamenti societari:
“Sono arrivato a Torino in un periodo di transizione del club, con molti cambiamenti e probabilmente questo ha influito su tutti, anche su di me. Ho il rimpianto di non aver potuto mostrare quello che sto dimostrando al Gremio. Alla Juventus le cose non sono andate come mi sarei aspettato, però in Italia ho imparato molto”
Infine, stuzzicato sulle figure tecniche che si sono alternate sulla panchina della Vecchia Signora durante la sua permanenza, Arthur ha scelto la via della diplomazia, pur togliendosi un piccolo sassolino dalla scarpa per poi virare su pensieri più distesi:
“Pirlo, Allegri o Thiago Motta? Nessuno mi ha trattato male, ma alcuni hanno capito meno di altri il mio calcio. Ma non fatemi andare oltre, adesso voglio pensare solamente positivo. Alla Juventus ho anche tanti amici. Alcuni li ho ritrovati in Brasile, per esempio Danilo”
(Foto: juventus.com)





