Nicolò Zaniolo torna a parlare a cuore aperto e lo fa toccando tutti i temi caldi del suo passato, del suo presente e del suo futuro. In una lunga e intima intervista concessa alle colonne de La Gazzetta dello Sport, il trequartista ha tracciato un bilancio della sua nuova avventura con la maglia dell’Udinese, non tralasciando riflessioni sincere sul suo rapporto con la Capitale, sulle vecchie etichette da “bad boy” e sulla speranza di riconquistare la maglia azzurra.
La gratitudine verso l’Udinese e l’amore per Roma
Dopo mesi difficili, Zaniolo ha ritrovato il sorriso e la continuità in Friuli. Un traguardo per il quale il giocatore spende parole di assoluta riconoscenza verso la dirigenza bianconera, che ha deciso di puntare su di lui nel momento più complesso della sua carriera:
“Riconoscenza totale. A giugno non mi voleva nessuno. Loro ci hanno creduto. Cercavano uno al posto di Thauvin. Pozzo e Nani sanno come lavorare. Con Nani c’è un bel rapporto. Udine mi ha accolto benissimo e sono felice di starci. Futuro? Ora non penso a nient’altro che a stare qui. Sento la fiducia, mi sento apprezzato e parte di un progetto.”
Nonostante il finale burrascoso, il legame con la città di Roma resta indissolubile e proiettato al futuro:
“A Roma ho comprato due case, credo che da grande ci vivrò. Mi ha dato tanto. Seguo la squadra, anche se è finita male.”
L’evoluzione tattica e il sogno Nazionale
Il giocatore esplosivo e a tratti anarchico degli esordi ha lasciato spazio a un atleta più maturo e consapevole dei propri mezzi tattici. Zaniolo ha spiegato nel dettaglio questa metamorfosi in campo, fondamentale per il suo nuovo ruolo:
“In campo gioco tra le linee. Prima ero più esplosivo e istintivo. Ed ero io contro tutti. Ora ragiono e supporto la punta. Meglio ora.”
Un’evoluzione che l’ex Roma e Aston Villa spera possa non passare inosservata agli occhi del commissario tecnico dell’Italia:
“Se la chiamata del Ct Gattuso arriverà, sarò strafelice, se non arriva continuerò a lavorare per ottenerla.”
L’addio alle “ragazzate” e la stabilità con Sara
A margine delle questioni di campo, c’è spazio anche per un mea culpa sugli errori di gioventù e sulle etichette che gli sono state cucite addosso nel corso degli anni, spesso in compagnia dell’amico Moise Kean. Oggi, però, Zaniolo si sente un uomo nuovo, consapevole del proprio ruolo pubblico:
“Io un bad boy? Ragazzate, ora basta. Qualche ritardo di troppo io e Moise Kean. Ero leggero ma sono cambiato. Noi siamo idoli per i bambini, dobbiamo dare esempi positivi.”
A fare da bussola in questo percorso di maturazione umana c’è senza dubbio la moglie Sara, definita dal calciatore “la parte che ragiona in casa. Cinque anni fa ho capito che era la donna della mia vita”.
(Foto: udinese.it)





