L’assoluto protagonista della sfida tra Napoli e Frosinone è stato senza dubbio Kevin De Bruyne. Il centrocampista belga, autore di una pregevole doppietta che ha indirizzato il match in favore degli azzurri, si è presentato ai microfoni di DAZN e Sky Sport nel post-partita per analizzare la prestazione individuale e, soprattutto, per fare definitiva chiarezza sull’episodio del calcio di rigore che ha visto coinvolti lui, Rasmus Hojlund e mister Allegri.
Allontanando qualsiasi polemica o presunto caso interno, il fuoriclasse ex Manchester City ha spiegato le motivazioni del suo gesto altruistico nei confronti del compagno di squadra, giustificando poi il successivo e perentorio intervento dell’allenatore per ristabilire le gerarchie:
“Avevo visto calciare Hojlund tanti rigori e pensavo potesse segnarlo, considerando le sue qualità. Per un attaccante è più importante fare gol, per questo avevo deciso di dargli il pallone. Poi l’allenatore ha deciso di cambiare, ma ci saranno altre occasioni per far segnare Hojlund”.
La passione per il calcio, l’età e la duttilità tattica
Oltre a spegnere sul nascere il caso del penalty, De Bruyne ha tracciato un bilancio sulla sua attuale condizione fisica e sull’intramontabile voglia di incidere sul rettangolo verde. Rispondendo con grande umiltà al paragone con il vino, che invecchiando migliora, il centrocampista ha elogiato il supporto del gruppo azzurro, soffermandosi infine sulla sua posizione in campo e sulla disponibilità ad adattarsi alle esigenze tattiche della squadra:
“Fin quando non lascerò il calcio proverò a prendere il più possibile perché mi diverto giocando a questo sport ed è tutto qui il senso del calcio. Se sono come il vino? No, non credo. Penso che fossi meglio dieci anni fa. Ma i ragazzi mi stanno aiutando e questa è la cosa più importante. Dove mi trovo meglio in campo? Preferisco da 8 o da 10, oggi ho giocato in una posizione diversa ma non è un problema”.





