A quasi 37 anni e con una bacheca arricchita dagli ultimi grandi trionfi con la maglia dell’Inter, per Matteo Darmian è iniziata una fase di carriera del tutto insolita: quella dello svincolato in attesa del progetto giusto. In una lunga e intensa intervista concessa a Sportweek, il polivalente difensore ha aperto le porte della sua quotidianità, raccontando le fatiche della preparazione in solitaria, spegnendo categoricamente le voci su un prematuro addio al calcio giocato e analizzando con passione il momento della sua ex squadra.
La vita da svincolato: “La passione brucia ancora, voglio la Serie A”
Lontananza momentanea dal rettangolo verde non fa rima con rassegnazione. Darmian è un atleta integro che continua a lavorare a testa bassa per farsi trovare pronto alla prima chiamata convincente, respingendo al mittente i pregiudizi legati all’età anagrafica:
“Trovarsi a fine contratto senza un club è una situazione del tutto nuova per me. Ne ho approfittato per dedicare tempo ai miei figli, ma faticare da soli in palestra è ben diverso dal farlo con i compagni. La mente è ancora quella di un calciatore a tutti gli effetti, la passione brucia ancora. Mantenere la forma in solitaria è dura, ma sto lavorando intensamente con un preparatore per essere pronto al cento per cento.
Qualche chiacchierata c’è stata, ma cerco un progetto che ne valga davvero la pena. Avrei fatto volentieri un altro anno in nerazzurro, ma so di poter dare ancora molto in una buona squadra di Serie A. I club puntano sui giovani per rivenderli e forse il mio infortunio della scorsa stagione ha fatto dubitare qualcuno sulla mia tenuta, ma la verità è che da gennaio in poi non ho mai saltato una seduta. Ritiro dopo lo Scudetto? Non era il momento, in futuro voglio allenare, ma ora mi merito un altro giro in campo”.
La forza dell’Inter di Chivu e il sogno europeo
Il cordone ombelicale con la Milano nerazzurra non si è mai spezzato. L’ex terzino ha recentemente seguito da semplice tifoso la trasferta europea dell’Inter a Madrid, rimanendo impressionato dalla maturità e dalla continuità espressa dal collettivo ora guidato da Cristian Chivu:
“Vedo un’Inter fortissima, destinata a dominare ancora a lungo. Il lavoro di costruzione parte da lontano, da Conte a Inzaghi fino ad arrivare oggi a Chivu: la squadra ha acquisito una mentalità europea e gioca senza paura in stadi come il Bernabeu. La base era già solida e dal mercato è arrivata ulteriore qualità con innesti come Stones e Curtis Jones, mentre Spence farà benissimo”.





