Caso tesseramento, scoppia la bufera in FIGC: l’ombra del commissariamento

Malagò candidato alla presidenza

Il calcio italiano trema di fronte a un possibile e clamoroso terremoto istituzionale. Il tanto discusso caso tesseramento si sta trasformando in una vera e propria crisi per i vertici federali. Nella giornata di ieri, infatti, è andata in scena una delicata riunione d’emergenza che ha visto protagonisti Giovanni Malagò, l’amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta, il dirigente atalantino Luca Percassi e i presidenti di Assocalciatori e Assoallenatori, rispettivamente Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri.

Al centro del tavolo, le nubi sempre più fitte sul futuro della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

L’ipotesi commissariamento e l’effetto domino

Secondo le ultime indiscrezioni lanciate da La Repubblica, la situazione è al limite. Il nodo cruciale riguarda il mancato tesseramento dello stesso Malagò al momento della formalizzazione della sua candidatura alla presidenza della FIGC. L’irregolarità formale ha fatto scattare l’allarme rosso: il timore concreto è che il CONI possa decidere di intervenire con il pugno di ferro, optando per il commissariamento della Federazione.

Un provvedimento del genere innescherebbe un inevitabile effetto domino, che non si limiterebbe a colpire la posizione di Malagò, ma finirebbe per travolgere e far decadere l’intero Consiglio Generale.

Il capro espiatorio: a rischio il segretario Brunelli

Per provare a disinnescare la bomba istituzionale, dal vertice d’emergenza è emersa un’ipotesi drastica. A farne le spese potrebbe essere l’attuale segretario generale della FIGC, Marco Brunelli. La sua colpa, secondo questa linea di pensiero, sarebbe quella di aver convalidato e ammesso la candidatura alla presidenza pur in assenza del vincolante tesseramento.

In caso di siluramento di Brunelli, la poltrona di segretario generale verrebbe affidata a Giancarlo Viglione, attuale responsabile delle Relazioni istituzionali e dell’Ufficio Legislativo federale.

La resistenza di Malagò: pronto il ricorso

Nonostante le forti pressioni e la ricerca di una via d’uscita politica, il numero uno federale non sembra intenzionato ad assecondare questa strategia rinunciataria. Malagò è convinto della legittimità del suo percorso e ritiene che, qualora il CONI decidesse di procedere dritto verso il commissariamento, vi sarebbero tutti gli estremi legali per presentare un ricorso e chiedere la sospensione cautelare del provvedimento al Collegio di Garanzia dello Sport.

Le prossime ore si preannunciano decisive per le sorti della politica calcistica italiana.