Sequestro da oltre 14,5 milioni: coinvolte due società riconducibili al patron della Juve Stabia

La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di 14.550.450 euro, riguardante crediti fiscali ritenuti indebitamente generati nell’ambito delle agevolazioni del Superbonus 110%. Il provvedimento ha interessato anche il complesso aziendale e le quote delle società Domus s.r.l. e Gold s.r.l., nell’ambito di un’indagine per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.

Secondo quanto comunicato dalla Procura, il decreto è stato trasmesso al Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, e al Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, per coordinare le attività con il Tribunale delle Misure di Prevenzione. Il collegamento riguarda l’amministrazione giudiziaria della Juve Stabia s.r.l., società di Serie B acquisita circa un mese fa tramite la Domus s.r.l., risultata proprietaria del club.

Le indagini, condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania, si sono concentrate sul legale rappresentante della società che operava come general contractor per interventi di ristrutturazione ammessi al Superbonus. Secondo l’ipotesi accusatoria, con il supporto di tecnici compiacenti sarebbero state emesse fatture e prodotte asseverazioni degli stati di avanzamento dei lavori, pur in assenza dell’effettivo avvio dei cantieri.

Gli investigatori ritengono che la documentazione sia stata successivamente trasmessa attraverso il portale ENEA e, ottenuto il visto di conformità, inoltrata all’Agenzia delle Entrate. In questo modo sarebbero stati generati crediti d’imposta privi dei requisiti previsti dalla normativa, poi ceduti alla società riconducibile all’indagato e successivamente monetizzati mediante la cessione a istituti di credito e ad altri soggetti giuridici.

L’inchiesta è attualmente nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni formulate rappresentano, allo stato, l’ipotesi accusatoria.