La Federazione calcistica francese (FFF) ha deciso di muoversi per via ufficiale per tutelare uno dei suoi elementi di maggior talento. Secondo quanto rivelato dal quotidiano sportivo L’Équipe, i vertici del calcio transalpino presenteranno a breve una formale istanza alla Fifa. L’obiettivo della dirigenza è ottenere l’immediato annullamento del cartellino giallo mostrato a Michael Olise durante gli ultimi minuti della sfida vinta per 1-0 contro il Paraguay.
L’episodio in campo e la simulazione di Galarza
Il provvedimento disciplinare è scattato in pieno recupero, precisamente al minuto 97, in seguito a un acceso diverbio verbale con il centrocampista paraguaiano Matias Galarza. Tuttavia, l’analisi successiva dei filmati televisivi smentisce categoricamente la decisione presa dal direttore di gara, scagionando completamente l’attaccante in forza al Bayern Monaco.
I replay mostrano chiaramente come il classe 2001 si sia limitato a fare il gesto di zittire l’avversario portandosi il dito alla bocca. Al contrario, Galarza si è lasciato cadere al suolo simulando di aver ricevuto un colpo, senza che si fosse verificato alcun contatto fisico reale. Di conseguenza, l’evidenza delle immagini ha spinto la Francia a preparare tempestivamente il fascicolo per ripulire la fedina del proprio calciatore.
Il rischio squalifica in vista dei quarti col Marocco
La mossa della Federazione transalpina assume un’importanza strategica fondamentale per il cammino dei Bleus nella competizione. L’ammonizione rimediata da Olise rischia infatti di compromettere la sua disponibilità nelle fasi cruciali del torneo.
Qualora la Fifa decidesse di respingere il ricorso, l’attaccante entrerebbe in campo in netta diffida nel delicatissimo quarto di finale contro il Marocco, in programma giovedì alle ore 22:00. Un eventuale secondo cartellino giallo farebbe scattare in automatico la squalifica, privando il commissario tecnico Didier Deschamps di una pedina fondamentale per l’ipotetica semifinale.
Il precedente: il caso Balogun accende le polemiche
La decisione di ricorrere agli organi giudiziari non rappresenta una novità isolata in questa rassegna iridata, ma si colloca all’interno di uno scenario geopolitico calcistico già ampiamente surriscaldato. Il recente e controverso “caso Balogun” ha infatti tracciato un precedente di enorme portata.
La scelta della Fifa di sospendere la squalifica dell’attaccante degli Stati Uniti aveva sollevato l’immediata indignazione della federazione del Belgio, le ferme proteste di Giovanni Malagò e la pubblicazione di un durissimo comunicato ufficiale di condanna da parte della Uefa. Dal momento che gli organi competenti hanno già applicato una deroga eccezionale annullando gli effetti di un’espulsione diretta, la Francia confida fermamente di poter veder cancellato un semplice cartellino giallo nato da una chiara simulazione.





